Farsi dialogo, progetto personale e collettivo

Siamo tutti legati in una esperienza di dia-logos.
Famiglia
La riflessione di Maria Voce riportata in queste pagine mette in luce una singolare caratteristica di Chiara Lubich che, oltre alla grazia del carisma dell’unità, oltre alla sapienza e alla originalità della fondatrice, dimostra non comuni doti di comunicatrice. In questo caso la qualità affascinante del linguaggio si rivela nel leggere nella natura che ci circonda (il sole, i suoi raggi, la montagna, lo spartiacque… i sette colori dell’iride… il diamante, eccetera) i disegni divini. Si tratta di un talento comunicativo di grande suggestione, in grado di dare la luce dell’evidenza alle dinamiche spirituali.

 

Tramite questo talento Chiara riesce a farsi messaggio coinvolgente e credibile del progetto esistenziale che viviamo nella nostra dimensione terrena, progetto che, oltre ad essere individuale e pensato dall’eternità per ciascuno di noi, ha in sé (proprio perché proviene dal creatore e padre di tutti) una dimensione collettiva.

 

La bellezza e singolarità di questo disegno sta proprio in questo: nell’essere non un progetto estraneo ed imposto, non una volontà fuori dal nostro disegno esistenziale, ma è proprio la volontà creatrice, è proprio il luogo dove troviamo la nostra vera identità. Dio ci ha creati e siamo noi stessi se siamo conformi alla sua volontà; solo così entriamo nella verità del nostro essere e non siamo alienati. Al contrario – come conferma papa Benedetto –, «l’alienazione si attua proprio uscendo dalla volontà di Dio, perché in questo modo usciamo dal disegno del nostro essere, non siamo più noi stessi e cadiamo nel vuoto»

 

È questo l’aspetto più coinvolgente e nuovo della dottrina di Chiara Lubich, aspetto che Maria Voce coglie con filiale e geniale attenzione. Siamo tutti legati in una esperienza unica per il nostro stato di creature; una esperienza che, con un termine profondamente laico e forse inadeguato, possiamo definire “sociale”, e che si realizza col dialogo, nel suo significato etimologico originale e più profondo. Vale a dire dia logos, espressione greca traducibile in “attraverso la parola”, dove “parola” è un termine che andrebbe scritto maiuscolo, e che ci riporta al “Verbo”. Il buon Dio gioca col nostro essere, col nostro parlare. Anche Lui s’è fatto e si fa Parola, e, col suo “farsi Parola” riempie la nostra quotidianità di eternità. La comunicazione, quindi, non è soltanto un mezzo di informazione, lavoro, profitto. Nel farsi dialogo ognuno di noi realizza il disegno d’amore che lo riguarda.

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