Sfoglia la rivista
Logo 70°

Ricerca di base
Le parole digitate vengono cercate nel titolo e nel testo degli articoli pubblicati sul sito.
La ricerca mostrerà gli articoli che contengono tutte le parole inserite, indipendentemente dalla loro posizione o dall’ordine in cui le hai scritte.
I risultati sono in ordine cronologico (dal piu recente al meno recente).

Ricerca della frase esatta
Usa il filtro “Frase esatta” per trovare i termini nell’ordine preciso in cui li hai digitati.

Ricerca solo nel titolo
Usa il filtro “Solo nel titolo” se desideri che le parole digitate siano cercate esclusivamente nelle titolo dei contenuti.

Filtri avanzati
Se vuoi limitare la ricerca a una tipologia specifica dell’articolo, utilizza i filtri avanzati disponibili.

Ricerca per autore
Per cercare un autore e i suoi articoli:

  • Digita nome e cognome oppure solo il cognome nel campo ricerca.
  • Nei risultati, clicca sulla scheda dell’autore desiderato.
  • Nella pagina dell’autore troverai la sua biografia e la raccolta completa dei contenuti a sua firma.

Persona e famiglia > Sport

Fare squadra (agli Europei ma non solo)

di Michele Zanzucchi

- Fonte: Città Nuova

Michele Zanzucchi, autore di Città Nuova


La vittoria dell’Italia con la Spagna, e ancor più dell’Islanda sull’Inghilterra, dice che il singolo conta solo se abdica almeno in parte alla sua bravura per servire il gruppo

Europei © Michele Zanzucchi 2015

Questi giorni il calcio insegna non poco a una società politica e civile in grosse difficoltà. Al di qua e al di là dell’Atlantico. Così nel campionato europeo di calcio stanno andando avanti squadre che sanno fare gruppo rispetto a quelle che hanno grandi personalità. Italia e Islanda, soprattutto, ma anche Germania e Belgio. In un’epoca in cui i talenti vengono spremuti all’inverosimile durante l’anno, alla fine resta solo il gioco di squadra, quello che nella Coppa America ha permesso al Cile di vincere sull’Argentina di Messi e Higuain, mentre il Brasile dei grandi funamboli è rimasto al palo.

 

Se ne è scritto non poco, inutile aggiungere altro calcisticamente parlando. Vorrei solo proporre una nota psicologica, o piuttosto antropologica. Mi hanno fatto impressione i volti degli sconfitti, di una Spagna sazia di vittorie (i cicli finiscono, prima o poi, quando una grande generazione di giocatori fatalmente invecchia) e di un’Inghilterra incapace di ottenere qualcosa in campo internazionale. Facce smunte, spente, smarrite. Senza certezze. Era evidente, sul terreno, come tecnicamente spagnoli e inglesi fossero migliori, avessero i piedi migliori degli avversari, come si dice. Il problema erano gli occhi, lo sguardo che questi giocatori posavano sulla realtà dura di squadre in svantaggio.

 

Provate a prendere le foto degli sconfitti su un qualsiasi quotidiano o su Internet e a ritagliarne gli occhi, solo gli occhi. Poi confrontateli con quelli dei vincitori. E capirete perché Inghilterra e Spagna hanno perso. Mancava nello sguardo dei loro giocatori la scintilla del “di più”, del volere a tutti i costi qualcosa non per possedere o per vincere solamente, ma per superarsi, per dimostrare che nulla è impossibile se lo si vuole “insieme”.

 

Probabilmente le ragioni dell’assenza della scintilla erano opposte: gli inglesi tramortiti dalla Brexit e dallo smarrimento di fronte alla determinazione degli avversari, notoriamente inferiori, che pure spesso lanciavano il pallone alla “viva il parroco”; gli spagnoli sazi di vittorie e stupiti che gli azzurri riuscissero ad arrivare ovunque prima di loro. Fatto sta che l’inatteso è arrivato. Ma l’inatteso ha sempre una scintilla originaria, il “di più” che nasce dall’umiltà, dalla coscienza del limite.

Riproduzione riservata ©

Esplora di più su queste parole chiave
Condividi

Sostieni l’informazione libera di Città Nuova! Come?
Scopri le nostre riviste,
i corsi di formazione agile
e i nostri progetti.
Insieme possiamo fare la differenza!
Per informazioni: rete@cittanuova.it

Ricevi le ultime notizie su WhatsApp. Scrivi al 342 6466876