Famiglia, nuovo soggetto pubblico

La Conferenza nazionale della famiglia, duemila partecipanti, tenutasi dall’8 al 10 novembre a Milano, è stata occasione di una seria riflessione.
Mara Cafagna
Finalmente uno spazio di dialogo tra le molteplici voci di quanti si occupano, nell’ambito pubblico e in quello privato, delle tematiche familiari: operatori dei servizi, amministratori, studiosi, funzionari pubblici e associazioni familiari. La Conferenza nazionale della famiglia, duemila partecipanti, tenutasi dall’8 al 10 novembre a Milano, è stata occasione di una seria riflessione. Il risultato è stato un passo avanti nel riconoscimento della famigliache, con lungimiranza, la Costituzione (art. 29) indica come bene comune primario, economico e politico, ma soprattutto come risorsa vitale per l’intera società, che contribuisce a costruire presente e futuro. Famiglia non più “fatto” privato, dunque, ma fondamentale soggetto sociale pubblico, perché promotore di ben-essere in termini sociali, economici, culturali e politici.

 

In questo confronto il Forum delle associazioni familiari ha svolto un ruolo di protagonista sulle varie tematiche, offrendo proposte concrete, prese in considerazione dai diversi rappresentanti del governo. Si vedranno poi i fatti. Progetti innovativi sono emersi in tema di reddito e trattamento fiscale (con la novità del “fattore famiglia”), lavoro e conciliazione dei tempi familiari e occupazionali, sistema formativo e ruolo educativo della famiglia, immigrazione e interculturalità, e altre importanti aree sociali.

 

Il dialogo tra amministratori pubblici, forze sociali ed organismi familiari sono state la conferma di una progressiva coesione tra famiglia e società, tra ambiti politico-istituzionale e associazionismo.

Quali aspettative si possono allora realisticamente nutrire oggi per la famiglia? Dobbiamo dire che l’attuale situazione politica del Paese inciderà su tempi e modalità di realizzazione di concrete iniziative di riforma. Ma resta vero che un processo di convergenza è in corso e sta dando forma – se non ci saranno brusche frenate – a una svolta per l’intero Paese: famiglia non più oggetto di assistenzialismo socio-familiare, ma soggetto con riconoscimento di ruoli pubblici.

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