Fame nel mondo, parliamone a scuola

Pubblichiamo l’approfondimento sull’obiettivo n.2 dell’Agenda 2030 dell’Onu scritto dagli alunni della 2 B della scuola secondaria di primo grado “G. Galilei” di Vigarano Mainarda dell’I.C. di Terre del Reno (Ferrara) coordinati dalla professoressa Anna Brunello.
Foto Mauro Scrobogna /LaPresse

Quest’anno, noi alunni della classe 2B della scuola secondaria di primo grado G. Galilei di Vigarano Mainarda dell’I.C. di Terre del Reno (Ferrara) avevamo un sogno, cioè scrivere un articolo per la rivista Teens, quindi provate ad immaginare la nostra gioia quando abbiamo avuto la possibilità di essere aiutati in questo da una giornalista “vera”, la dott.ssa Sara Fornaro. Nella prima parte dell’incontro ci ha spiegato come i giornalisti fanno a creare un articolo di giornale, poi nella seconda parte ha approfondito un argomento che stiamo trattando in Educazione civica, cioè l’obiettivo n.2 dell’Agenda 2030. Alla fine dell’incontro eravamo molto contenti e ci siamo divisi in cinque gruppi che hanno approfondito i seguenti argomenti:

Fonte; Pixabay

1. La fame provocata dai fattori naturali
I fattori naturali (come: alluvioni, terremoti, tsunami ed eruzioni vulcaniche ) spesso finiscono per provocare siccità e carestie, e quindi a ridurre drasticamente la produzione agricola e di conseguenza a privare la popolazione circostante dei nutrimenti necessari a vivere. Anche i cambiamenti climatici sono fattori naturali e come tali causano gravi danni ambientali, per esempio lo scioglimento dei ghiacciai che provoca l’innalzamento delle maree e gravi effetti alle città costiere.

Tutte queste calamità si stanno verificando con frequenza e violenza sempre maggiori, con disastrosi risultati sui Paesi colpiti, spesso molto poveri. Così il problema della fame non può fare altro che aggravarsi. I paesi più colpiti dalla crisi climatica sono quelli a basso e medio reddito e i bambini che vivono in queste aree e nelle comunità più svantaggiate saranno colpiti prima e più pesantemente.

Haiti. Il Paese è colpito regolarmente da catastrofi naturali (come gli uragani Matthew e Irma del 2016 e 2017), e da terremoti e tempeste tropicali. L’ultimo episodio, il sisma di magnitudo 7.2 seguito dalla tempesta tropicale Grace, ha causato oltre 1.900 morti e, complessivamente, ha coinvolto 1.2 milioni di persone, di cui quasi la metà sono bambini. A causa del solo uragano Matthew, l’80% dei raccolti e la grande maggioranza del bestiame sono andati distrutti.

Ucraina. Come sappiamo in questi giorni in Ucraina si sta verificando una terribile guerra che sta danneggiando il territorio quanto la popolazione, riducendo al minimo la produzione di grano (l’Ucraina è il principale “granaio” d’Europa) elemento base per l’alimentazione di adulti e bambini.

Isola di Tonga. I danni dello tsunami sull’agricoltura e la pesca sono molto preoccupanti. Infatti la cenere vulcanica può avere effetti dannosi, gravi sulle colture e sul bestiame, a seconda del suo spessore, del tipo e delle condizioni di crescita della coltura, dei tempi e dell’intensità delle precipitazioni successive, della disponibilità di mangime e di acqua non contaminati. L’inondazione di acqua salata, inoltre, avrà probabilmente colpito anche i terreni agricoli e c’è la possibilità di piogge acide e quindi la diminuzione della produzione agricola.

2. La fame provocata dall’uomo
Le ragioni per cui c’e fame nel mondo sono tante, ma in particolare il riscaldamento (che distrugge i campi), l’inquinamento e in questi anni si è aggiunto anche il Covid 19. Anche l’ acqua inquinata è una causa  della fame provocata dall’uomo, perché se proviene da luoghi sporchi, e poi viene raccolta e bevuta, possono manifestarsi delle infezioni e delle malattie. Quasi 5,7 milioni di persone non hanno la possibilità di mangiare adeguatamente, per cui nel 2015 l’Onu ha formulato l’Agenda 2030, nella quale sono presenti 17 obiettivi da raggiungere entro la data stabilita, tra cui c’è anche «porre fine alla fame» per migliorare la nutrizione per tutti al mondo.

Tra le cause ci sono anche le guerre che portano a diverse conseguenze tra cui:

  • Persone che fuggono;
  • coltivazioni e allevamenti abbandonati;
  • crisi economica;
  • infrastrutture ed edifici distrutti.

Nel 2022 sulla terra sono stati raggiunti quasi 8 miliardi di abitanti. Il nostro pianeta produce cibo a sufficienza per tutti, eppure ci sono ancora tanti poveri che non riescono a sfamarsi. I poveri non avendo abbastanza soldi, non  riescono a permettersi di comprare cibo e fanno fatica a coltivare i campi, non avendo a disposizione macchinari adeguati.

Le persone che vivono in condizioni di estrema povertà sono di meno rispetto al 1990, ma la povertà è ben lontana dall’ essere del tutto cancellata. La povertà da sola non provoca malnutrizione, ma riduce la disponibilità di adeguate quantità di cibo, per la gran parte delle popolazioni più deboli. Al giorno d’oggi purtroppo 811 milioni di persone soffrono la fame.

Fonte: Pixabay

3. L’ importanza di mangiare bene
Mangiare è considerato uno dei piaceri più belli della vita, ma “mangiare bene” non significa solo saziarsi, è molto importante consumare il cibo mangiando  un po’ di tutto ma in quantità adeguate. A tutti noi piace mangiare cibi come hamburger, patatine fritte, ciambelle, bibite gassate,  pizza, ma cosa succede se mangiamo cibi spazzatura continuamente e in tanta quantità? Possono causare problemi di obesità , sovrappeso e gravi tumori.

I benefici di una sana alimentazione sono tantissimi: seguire una alimentazione sana ed equilibrata aiuta a migliorare la qualità della vita e può persino allungarla. Un numero crescente di studi ha dimostrato, infatti, l’importanza di una corretta alimentazione nella prevenzione di numerose malattie.

L’alimentazione tra gli adolescenti. Una corretta alimentazione in adolescenza è fondamentale per ottenere un buon livello di sviluppo fisico e mentale e per migliorare la possibilità di conservare da adulto un buon stato di salute. L’adolescenza è un periodo in cui esigenze energetiche e nutrizionali sono rilevanti, a causa del picco di crescita che si sviluppa tra gli 11 e i 15 anni per le ragazze e tra i 13 e i 16 anni per i ragazzi. Questo momento di vita corrisponde al periodo in cui si verifica il maggior rischio di carenze nutrizionali e poco equilibrate sul piano nutrizionale.

Lo spettro dell’anoressia, bulimia tra gli adolescenti. L’anoressia e la bulimia sono gravi malattie che interessano per lo più il rapporto con il cibo e il peso desiderato, l’anoressia consiste nel non acquistare peso, quindi di non mangiare e restare a digiuno per molto tempo, mentre la bulimia consiste nel fare grandi abbuffate seguite da vomito provocato, sempre allo scopo di non acquistare peso.

Lo specchio per molti adolescenti è uno strumento di tormento, in particolare le ragazze si vedono sempre grasse o molto lontane dai modelli   proposti dalla società moderna che impone la magrezza come indispensabile attribuito di bellezza che di benessere fisico. Oggi, in Italia i disturbi legati all’ anoressia compaiono soprattutto tra i 12 e i 25 anni. La soluzione, però, non è digiunare ma mangiare in modo sano.

4. Lo spreco alimentare
Lo spreco alimentare è rappresentato dal cibo dimenticato che finisce nel pattume senza essere stato mangiato. Quando non finiamo di mangiare qualcosa, non buttiamolo, ma mettiamolo in una busta per mangiarlo il giorno dopo. Molti bambini nel mondo sono affamati e fanno l’elemosina per chiedere un po’ di pane, e noi ci mettiamo a buttare via il cibo!? Buttare via il cibo non è solo una questione etica, ma sprecare il cibo porta anche ad un esaurimento delle risorse naturali.

Se compriamo il cibo dobbiamo prendere solo quello che consumiamo. Un modo per ridurre lo spreco di cibo è controllare sempre la scadenza prima di comprare un prodotto, così siamo sicuri di consumarlo in tempo. Nei paesi più ricchi, come in occidente, lo spreco alimentare fa parte ormai della catena alimentare, e non si pensa alle conseguenze. Nei paesi più poveri come in Africa, lo spreco alimentare è estremamente ridotto, poiché viene utilizzato tutto il cibo disponibile.

Qualcosa si sta già facendo per ridurre lo spreco, per esempio la raccolta a fine giornata, che viene attuata da delle multinazionali: consiste nel raccogliere il cibo fresco invenduto dei supermercati e donarlo alle associazioni che si occupano della cura verso i bisognosi (come ad esempio la Caritas).

E anche voi, che state leggendo questa pagina nel vostro piccolo potete fare di più?

Fonte: Pixabay

5. Misure per ridurre la fame nel  mondo 

A cura di Alessia Bartolini, Nicholas Bolognesi, Emy Ferrari, Nicole Pirani, Fabio Sarti.

Eliminare la malnutrizione. La malnutrizione è l’alimentazione con eccesso o carenza di nutrienti. Può causare seri problemi di salute e per contrastarla, sarebbe buona cosa dare piccoli contributi ad associazioni di volontariato, che si occupano di persone bisognose.

Nutrire bambini nelle mense scolastiche. La mensa ha il compito di offrire pasti sani e nutrienti poiché per certi bambini sarà l’ unico pasto della giornata.

Aumentare le produzioni agricole. Molti agricoltori hanno riscontrato difficoltà economiche a causa della perdita di fertilità del terreno. Ciò implica il bisogno di migliorare i macchinari, i prodotti utilizzati, l’irrigazione e le conoscenze degli agricoltori.

 Garantire a tutti il sostentamento. Il sostentamento è “L’insieme delle risorse necessarie per vivere”.   Le cause della mancanza di sostentamento sono: la scarsità d’ acqua; i cambiamenti climatici; le infrastrutture inadeguate o addirittura mancanti.

Sostenere le coltivazioni biologiche. L’agricoltura biologica è un metodo agricolo per produrre alimenti con sostanze naturali. Per sostenerla potremmo: eliminare o ridurre prodotti chimici, riciclare scarti agricoli e usare concimi naturali.

Aiutare i contadini locali. La comunità locale ha bisogno di acquisire spazi condivisi. Aiutare i contadini locali è molto importante perché a causa della fame e della fatica, spesso abbandonano il loro lavoro e si spostano in città.

Non fare la guerra. La guerra crea fame, che a sua volta, scatena conflitti. Per uscire da questa situazione, bisognerebbe garantire il rispetto dei principi stabiliti dal diritto Internazionale Umanitario.

Evitare gli sprechi. Gli sprechi alimentari stanno aumentando, in particolare quelli domestici. Per contribuire alla loro riduzione, potremmo adottare le “doggu bag”, contenitori forniti dai ristoranti per terminare ciò che è rimasto del pasto in un secondo momento.

Dare cibo alle vittime di disastri e guerre. Le vittime e i profughi di guerre e disastri naturali vengono aiutati da associazioni e iniziative come la raccolta nelle scuole di alimenti, coperte, vestiti ed altri oggetti necessari.

Contrastare i cambiamenti climatici. Ad oggi abbiamo difficoltà nel tenere sotto controllo i cambiamenti climatici. Per contrastare l’aumento delle temperature bisogna ridurre le emissioni di anidride carbonica nell’ atmosfera.

(Andrew, Giulia, Michelangelo, Samuele, Aurora, Francesca, Ginevra, Melissa, Gaia, Chiara,  Marco B. , Emma, Anas, Samuele Z., Marco M., Khalifa e Laura B.)

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