Sfoglia la rivista
Logo 70°

Ricerca di base
Le parole digitate vengono cercate nel titolo e nel testo degli articoli pubblicati sul sito.
La ricerca mostrerà gli articoli che contengono tutte le parole inserite, indipendentemente dalla loro posizione o dall’ordine in cui le hai scritte.
I risultati sono in ordine cronologico (dal piu recente al meno recente).

Ricerca della frase esatta
Usa il filtro “Frase esatta” per trovare i termini nell’ordine preciso in cui li hai digitati.

Ricerca solo nel titolo
Usa il filtro “Solo nel titolo” se desideri che le parole digitate siano cercate esclusivamente nelle titolo dei contenuti.

Filtri avanzati
Se vuoi limitare la ricerca a una tipologia specifica dell’articolo, utilizza i filtri avanzati disponibili.

Ricerca per autore
Per cercare un autore e i suoi articoli:

  • Digita nome e cognome oppure solo il cognome nel campo ricerca.
  • Nei risultati, clicca sulla scheda dell’autore desiderato.
  • Nella pagina dell’autore troverai la sua biografia e la raccolta completa dei contenuti a sua firma.

Italia > Politica

Expo, il vecchio vizio

di Michele Zanzucchi

- Fonte: Città Nuova

Michele Zanzucchi, autore di Città Nuova


Nuovo scandalo a Milano: la corruzione ha fatto breccia tra i manager dell’Esposizione universale. In carcere vecchie conoscenze e nuovi rampanti. Sostenere chi lavora per la legalità

Conferenza stampa della Procura della Repubblica di Milano sulla nuova tangentopoli che ha colpito Expo

A leggere stamani i giornali si resta a bocca aperta: «Ma allora non è cambiato nulla dalla stagione di Tangentopoli!», ci si trova ad esclamare. «Come prima più di prima», titola Gian Antonio Stella sul Corriere. Possibile che gente già implicata più volte nel malaffare sia ancora sulla breccia della tangente, della corruzione, della gonfiatura delle fatture, della turbativa d’asta?

Certo, ci si affretta subito a dire che l’Expo non è in discussione, che è solo un’operazione per gettare al macero le mele marce, mentre la magistratura per bocca del procuratore di Milano Bruti Liberati mette le mani avanti sostenendo che si è data un’accelerazione alle indagini proprio per evitare peggiori corto circuiti temporali con la grande kermesse della città meneghina.

Ma forse il fenomeno era prevedibile: si stanno solo raccogliendo i frutti illegittimi (ma di filiazione certa) di una commistione tra politica e affari che è venuta alla luce sin dall’inizio dell'avventura dell’Expo. Il copione è noto: quanta gente sostituita in corso d’opera, quanti progetti falliti e dimenticati, quanti soldi spesi in studi preventivi e mai finalizzati, quante conferenze e quante sfere di influenza in conflitto, quanti ritardi e poi quante rincorse, in una convulsione in cui s’intrufolano come pesci nella loro palude i soliti esperti del malaffare, con implicazioni da sottobosco della politica e da vivaio delle varie nostre mafie!

Il fatto è che ancora una volta sembra mancare in Italia una “cultura dell’intraprendere” che sia basata sull’onestà e l’efficienza. Manca, inoltre, una cultura politica che capisca come la via per una soluzione del problema annoso della corruzione degli affari stia in un cambiamento di mentalità, in un sussulto morale, in un cambiamento delle menti e dei cuori. In una parola nella diffusione di una “cultura politica di legalità”. Non basta la magistratura con le sue condanne a cambiare degli inveterati modi di fare, non bastano nuove leggi: il caso della grande Tangentopoli insegna, i nomi sono gli stessi, ancor oggi. Terribile.

Ed è per questo che ci preme sottolineare, far conoscere e sostenere il sussulto morale che accompagna tante iniziative per la legalità dal Nord al Sud, che i tanto vituperati giovani (con i meno giovani, s’intende) stanno mettendo in piedi nel concreto, con denuncie e azioni mirate: pensiamo a Slot Mob, che cerca di evidenziare come il gioco d’azzardo, oltre che piaga sociale ed economica per milioni di famiglie, sia anche frutto di una maledizione educativa.

Domani il “popolo di Slot Mob” si riunisce a Roma, sosteniamoli! Perché sostenendo iniziative come queste potremmo sperare che tra dieci anni il morbo della corruzione e delle tangenti sia non dico scomparsa dalla faccia della Penisola ma che almeno venga controllata.

Riproduzione riservata ©

Condividi

Sostieni l’informazione libera di Città Nuova! Come?
Scopri le nostre riviste,
i corsi di formazione agile
e i nostri progetti.
Insieme possiamo fare la differenza!
Per informazioni: rete@cittanuova.it

Ricevi le ultime notizie su WhatsApp. Scrivi al 342 6466876