Prosegue con successo il percorso di formazione “Politica e Società secondo la Dottrina Sociale“, l’iniziativa promossa dall’Arcidiocesi di Chieti-Vasto attraverso l’Ufficio Diocesano per la Pastorale Sociale e del Lavoro e la Caritas Diocesana.
Dopo aver approfondito i temi della partecipazione e dell’economia civile, il terzo appuntamento sarà dedicato a un tema di stretta attualità: “La pace possibile: relazioni, dialogo, decisioni”.
L’incontro si terrà sabato 21 marzo, dalle ore 10.00 alle ore 13.00, presso la Biblioteca Comunale di Guardiagrele (Via Modesto della Porta). L’evento vede il patrocinio e la collaborazione della Città di Guardiagrele.
In un contesto globale segnato da profondi conflitti, la Dottrina Sociale della Chiesa offre una bussola per orientarsi nella costruzione di una pace che non sia solo assenza di guerra, ma frutto di giustizia e dialogo. La tappa di Guardiagrele esplorerà come le decisioni politiche e le relazioni umane possano diventare strumenti concreti per disinnescare la violenza e promuovere la convivenza civile. A guidare la riflessione sarà Carlo Cefaloni, firma autorevole del giornalismo sociale e redattore della rivista Città Nuova. Cefaloni è un giornalista impegnato da anni nel racconto delle dinamiche sociali, economiche e dei movimenti per la pace.
Esperto di Dottrina Sociale della Chiesa, collabora attivamente con diverse realtà del terzo settore e dell’associazionismo. La sua attività si concentra in particolare sull’analisi dei conflitti, il disarmo e la promozione di un’economia che ripudia la guerra. Attraverso i suoi editoriali e inchieste, Cefaloni propone una visione della pace intesa come impegno quotidiano e responsabilità collettiva, in linea con il magistero pontificio. «Parlare di pace oggi – spiega l’avv. Daniela Palladinetti, responsabile dell’Ufficio diocesano per la Pastorale Sociale e del lavoro – non è un esercizio teorico, ma un’urgenza politica. Con Carlo Cefaloni vogliamo capire come il dialogo possa diventare un metodo di decisione anche a livello locale. La ‘pace possibile’ di cui discuteremo a Guardiagrele parte dalla capacità di abitare le relazioni e di assumere scelte coraggiose per il bene della nostra comunità».