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EVENTI

Disarmare l’economia per la conversione ecologica integrale

di Redazione eventi

Sabato

11

aprile 2026

Verona

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Disarmare l’economia per una conversione ecologica integrale
Verona sabato 11 aprile 2026

L’incontro di sabato 11 aprile 2026 a Verona nasce dalla esigenza di affrontare il nodo dell’impatto della scelta determinante nell’ambito dell’Unione Europea di trasformare l’economia in assetto di guerra così come definito dal Piano di riarmo europeo varato dalla Commissione europea in collegamento strutturale con l’impegno preso dai Paesi Nato su richiesta pressante della presidenza Usa di raggiungere l’obiettivo di destinare il 5% del Pil alle spese per la “Difesa”.

La priorità di spesa assunta in campo militare impatta sulle scelte di bilancio delle singole nazioni e dell’intera Unione europea alle prese con un significativo arretramento nell’attuazione della transizione ecologica prevista dal Green deal. È infatti la stessa sfida competitiva dell’Europa di fronte agli scenari internazionali a suggerire, secondo certe impostazioni, l’allentamento dei vincoli esistenti in campo ambientale.

In tale contesto si pone la questione della regolamentazione relativa ai cosiddetti “inquinanti eterni” (Pfas) al centro del grave inquinamento delle fonti idriche in Veneto. Il caso più rilevante a livello europeo che palesa sempre di più la sua pervasività al di fuori dell’ambito regionale.
Oltre il giusto risarcimento dovuto dalle imprese ritenute responsabili giuridicamente del danno ambientale per ripristinare e bonificare i siti inquinati, esiste il vasto capitolo delle risorse pubbliche necessarie per le opere strutturali orientate non solo a rigenerare i territori interessati ma anche ad adeguare i cicli produttivi in base al principio di precauzione che impone la messa al bando dei Pfas.

È questo un tema centrale di democrazie economica e politica industriale che richiede il coinvolgimento non solo di imprese e sindacati ma dell’intera società civile.
Come dimostra la campagna “Ecogiustizia subito” esiste in Italia l’atavico problema dell’inadempimento delle opere di bonifica dei siti di interesse nazionale e regionale che pure impattano sulla vita di 6 milioni di persone vivono in territori inquinati e in attesa di bonifiche da decenni.

Parliamo di alcune aree storicamente sacrificate ad una certa idea errata di progresso e sviluppo economico e dove le imprese responsabili riescono, grazie ad artifici giuridici, ad evitare gli obblighi risarcitori di natura finanziaria.

Nel caso del Veneto il caso Pfas coinvolge un’area che si può definite tra le più ricche d’Europa e che quindi difficilmente può essere assimilata alle zone di sacrificio di territori in difficoltà persistente ( ad esempio la provincia del Sulcis Iglesiente tra le più povere in Europa o la voragine dell’ex Ilva di Taranto che infatti sono destinatarie del Just transition fund europeo). Ma l’evidente difficoltà ad agire sulle cause strutturali del grave inquinamento da Pfas, esito di lungo termine del preteso miracolo economico degli anni 60 del secolo scorso, rimanda a problemi persistenti nel cuore industriale del Nord, come la vicenda di Marghera insegna.

L’incontro promosso sabato 11 aprile a Verona nasce nel solco del grande evento dell’Arena di pace del 2024 che ha visto lavorare assieme su più tavoli tematici una pluralità di associazioni e movimenti nella prospettiva aperta dall’insegnamento di papa Francesco in contrasto con l’ “economia che uccide” e per una radicale scelta di conversione ecologica delineata nell’enciclica Laudato Sì.

Si tratta in sostanza di condividere in un momento di carattere laboratoriale con la condivisione di analisi, esperienze e saperi finalizzati ad elaborare una proposta concreta in grado di dirottare le risorse pubbliche a favore di una politica economica e industriale alternativa a quella della guerra e a favore di una conversione ecologica incentrata sulle opere necessarie alla difesa della vita e la salute della popolazione.

Una pretesa molto ardita ma necessaria che è stata assunta tra l’altro dalla Rete italiana pace e disarmo che promuove un Laboratorio nazionale permanente di conversione economica per una politica industriale di pace.

L’obiettivo è quello di definire una serie di proposte da presentare in ambito istituzionale nei tempi adeguati ma sempre più ristretti dalla necessità di rispondere alle pressioni crescenti verso la prevalenza dell’economia delle armi.

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