Essere rete

La nostra Italia è attraversata da fibrillazioni referendarie e partecipative, mentre il Mediterraneo conosce una stagione di primavere belle ma rischiose.
Città Nuova

La nostra Italia è attraversata da fibrillazioni referendarie e partecipative, mentre il Mediterraneo conosce una stagione di primavere belle ma rischiose. La crisi economica è stata nascosta con un po’ di cipria, ma le cause non sono state rimosse. Le risorse energetiche e idriche ci mettono paura.

 

E noi che facciamo? E noi – cioè la grande famiglia che raggruppa sia chi fa la rivista, il sito e i libri che coloro che li leggono e li diffondono – ci siamo riuniti a Loppiano, nella splendente primavera toscana. Un’Aventino sdegnoso? Una Tamanrasset pacificante? No. Non ci siamo riuniti per snobbare o fuggire i grandi problemi della società, e nemmeno con la pretesa di risolverli; ma, questo sì, ci siamo ritrovati per offrire il nostro contributo, frutto di una riflessione corale.

 

«Non c’è più niente da fare», si sente dire troppo spesso. E invece no. Qualcosa si può e si deve fare. In particolare la nostra proposta è semplice: non basta “fare rete”, non basta avere migliaia di amici su Facebook per sentirsi a posto, non basta fare lobby per i propri fini confessabili o meno, non basta nemmeno mettere assieme la società civile con coordinamenti spesso faticosi e farraginosi. Bisogna “essere rete” prima ancora di “fare rete”. Cioè avere la coscienza che essere il nodo di una rete vuol dire diventare anche responsabili dei fili che giungono a quel nodo e che lo compongono. Cioè partecipare con il proprio piccolo contributo al bene comune, al sostegno di tutta la società: una rete che insiste solo su alcuni nodi, infatti, rischia di cedere, mentre una che s’irrigidisce su una parte di essa rischia di sfilacciarsi. Se tutti i nodi sono responsabili, la rete invece tiene.

 

Di tutto ciò ci siamo interrogati a fondo con 150 coordinatori della promozione dei prodotti del gruppo editoriale. E ci interrogheremo ancora di più dal 15 al 18 settembre prossimi, sempre a Loppiano, per la seconda edizione di “LoppianoLab”. Assieme al Polo imprenditoriale Lionello Bonfanti dell’Economia di Comunione, Istituto universitario Sophia e cittadella internazionale di Loppiano ci ritroveremo col titolo: “Sperare con l’Italia. In rete per il bene comune nel 150° dell’Unità”. Un appuntamento a cui ognuno di voi, care lettrici e cari lettori, è invitato come protagonista.

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