Emergenza tempo in corsia

«Dottore, mi scusi, avrei bisogno di sapere…»; «Infermiera, lasci perdere quello che sta facendo e venga qua!». Frasi comuni in ogni corsia ospedaliera, dove interruzioni e comunicazione non efficace fra i professionisti sembrano all’ordine del giorno

«Dottore, mi scusi, avrei bisogno di sapere…»; «Infermiera, lasci perdere quello che sta facendo e venga qua!». Frasi comuni in ogni corsia ospedaliera, dove interruzioni e comunicazione non efficace fra i professionisti sembrano all’ordine del giorno. Il contesto di lavoro, poi, è burocratizzato e affamato di informazioni da registrare su sistemi informativi non sempre adeguati, quasi mai integrati fra di loro, a volte obsoleti. Quale impatto può avere tutto questo  sulla  sicurezza e qualità dell’assistenza e sul rischio di errore?

Una équipe di ricercatori dell’Istituto australiano per l’innovazione sanitaria di Sidney, in collaborazione con il Centro gestione rischio clinico di Firenze, ha osservato il lavoro in 6 reparti di chirurgia in altrettanti Ospedali Toscani, rilevando che i professionisti vengono interrotti in media ogni 4 minuti e mezzo. Inoltre, il 25% del tempo dei medici e il 18% degli infermieri è impiegato nella compilazionedella documentazione; percentuali assai più elevate rispetto a quelle di altri Paesi. Di tempo per il paziente sembra non restarne molto: un’ulteriore riprova della necessità di reinvestire nella comunicazione relazionale ed empatica fra professionisti e con i pazienti.

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