Emeli Sandé, anatomia di una stella

Neo-soul indiscutibilmente black, come ben dimostra il singolo Heaven, che fa da apripista a questo notevole debutto, Our version of events.
Emeli Sandé

Ogni tanto ne arriva una nuova. Una nuova star, parente più o meno lontana di mille altre, ma con un quid d’originalità bastante a farla uscire dal gran mazzo delle debuttanti.

Per quanto misteriosa, la spiegazione del successo ha quasi sempre la medesima ricetta: un mix di grinta, personalità, passione, onestà d’intenti e relativa originalità; modernità di linguaggi e tematiche, ma senza mai perdere di vista le proprie radici. Come si nota, tutte cose affinabili, ma certo non assemblabili a tavolino.

Emeli è entrata da poco nel music-business, ma l’ha fatto passando per la porta principale: un contratto con una major in grado di garantirle immediatamente visibilità internazionale (di recente ha partecipato al gran finale dell’edizione italiana di X Factor). Non è questione solo di fortuna o di furbizia promozionale. Perché il suo è un talento di quelli notevoli: fatto di originalità di timbro, di forza comunicativa, d’universalità stilistica. Non a caso s’è appena portata a casa il premio della critica agli ultimi Brit Awards. Un talento maturato nel tempo, con una lunga gavetta come autrice di personaggi emergenti come Leona Lewis o Susan Boyle, guarda caso tutte popstar emerse dal gran calderone dell’X Factor anglosassone.

Neo-soul indiscutibilmente black, come ben dimostra il singolo Heaven, che fa da apripista a questo notevole debutto, Our version of events, ma anche certe ballad folkeggianti, come Where I sleep o River che ricordano l’intensità vocale della prima Tracy Chapman.

Emeli è nata in una cittadina scozzese ventitré anni fa. Ma l’imprinting africano ce l’ha impresso non solo sulla pelle, ma soprattutto in quella voce vibrante che racchiude tutti gli struggimenti del blues. Eppure l’impatto di queste canzoni è quello costruito a misura dei mercati occidentali: trapuntato di rap e di pop modernisti, e però imbragato stretto al sempiterno cordone ombelicale del rhythm’n’blues. Basterà a farla brillare a lungo? L’istinto mi dice di sì. Probabilmente…

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