Elezioni, in Calabria la sfida legalità

Nella regione meridionale l’appuntamento elettorale del 26 gennaio arriva dopo l’operazione Rinascita Scott, che ha svelato le collusioni tra politica e ‘ndrangheta. Il messaggio forte di uno dei figli degli arrestati: «Bravo Gratteri, avanti così».
ANSA/MARCO COSTANTINO

La frammentazione non paga. La lezione l’hanno compresa in tanti. Nelle elezioni regionali in Calabria i gruppi politici si ricompattano, qualcuno fa un passo indietro in nome dell’unità. I candidati per le elezioni regionali in Calabria saranno quattro.

Il centrosinistra ha scelto Pippo Callipo, l’imprenditore del tonno, espressione della società civile, che sarà in campo con il sostegno del Partito democratico. Il governatore uscente, Mario Oliverio, espressione anch’esso della stessa area politica, che aveva annunciato la ricandidatura, fa un passo indietro e accetta di mettersi da parte. Per lui, pesano le recenti vicende giudiziarie, le indagini per peculato ed il sequestro dei beni.

Il centrodestra ha scelto Jole Santelli, vicesindaco di Cosenza, parlamentare di Forza Italia e, in passato, anche sottosegretario alla Giustizia ed alle Politiche sociali. In extremis, si fa da parte Mario Occhiuto, sindaco di Cosenza. Anche per lui, hanno pesato le vicende giudiziarie ed il “no” deciso della lega alla sua candidatura. Il 27 dicembre, il sindaco cosentino accetta di farsi da parte su richiesta di Silvio Berlusconi.

Il Movimento 5 Stelle ha scelto il docente universitario Francesco Aiello. L’ipotesi di un accordo con il Pd per una candidatura comune, accarezzata a lungo, non si è mai concretizzata.

Il quarto candidato è Carlo Tansi, esponente della società civile, già responsabile della Protezione civile in Calabria. Molto noto, non è considerato solo un outsider.

Le previsioni della vigilia sembrano favorire il centrodestra, che sarebbe in netto vantaggio. La coalizione ha fatto tesoro dell’esperienza di cinque anni fa, quando proprio la divisione favorì l’elezione di Mario Oliverio.

I 5 Stelle potrebbero pagare il momento non felice del movimento, anche a livello nazionale e le fibrillazioni interne. I grillini avevano avuto un exploit nelle politiche di marzo 2018, quando raggiunsero il 43,8 dei suffragi con l’elezione di una pattuglia di parlamentari. Nelle elezioni europee, però, in un momento politico diverso, i suffragi furono il 26,69 per cento (comunque il primo partito della Regione). Cosa possa accadere oggi, è ancora un’incognita.

Le elezioni regionali, cui molti vorrebbero assegnare anche un risvolto in chiave nazionale, arrivano all’indomani del blitz della Procura di Catanzaro che ha mandato in carcere numerosi esponenti della criminalità organizzata e svelato “rapporti improponibili” tra il mondo politico e le cosche della ‘ndrangheta.

Tutto questo ha acceso i riflettori su un fenomeno che molti in Calabria conoscono bene e che più volte, anche in passato, era emerso drammaticamente e che riguarda proprio il rapporto tra mafia e politica. L’inchiesta “Rinascita Scott” ha aperto scenari ancora più inquietanti.

Molti nomi sono rimasti fuori dalle liste. Pippo Callipo, fin dall’annuncio della sua candidatura, ha posto dei veti. Anche gli altri candidati hanno fatto scelte coerenti.

Ma non dappertutto. Certi nomi continuano a far discutere. Alcune testate regionali hanno rimarcato la presenza di alcuni nomi “discutibili” in seno alle liste, in alcune circoscrizioni.

«Queste elezioni sono una grande opportunità per il futuro – commenta una giovane professionista calabrese – all’indomani del blitz della procura di Catanzaro e degli arresti nella zona di Vibo Valentia e Lamezia, la politica si è trovata davanti ad un bivio. Ancora oggi, ci sono nelle liste alcuni nomi discutibili, che probabilmente avrebbero fatto meglio a rinunciare. Questa inchiesta ha rappresentato un punto di svolta, anche per la politica. Le inchieste vanno fatte, le indagini sono importanti. Magari i processi dimostreranno l’estraneità di alcuni che saranno assolti, ed è giusto che sia così. Ma è assurdo che oggi ci sia chi attacca l’operato del procuratore Gratteri. E la politica deve prenderne atto e fare delle scelte conseguenti».

Parole che vanno di pari passo con quelle del giovane figlio di uno degli arrestati. Sulla sua pagina facebook dice: «Una maxi operazione contro la ndrangheta è sempre una buona notizia. Alla fine i mafiosi saranno condannati e gli innocenti scagionati. È molto triste vedere ingiustamente coinvolte persone che ami, ma in questo momento c’è solo da collaborare con la magistratura e avere fiducia nei tempi con cui sarà fatta giustizia. Bravo Gratteri, avanti così». La speranza di rinascita della Calabria sta in queste parole.

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