Effetti del dialogo

Con docenti universitari e leader religiosi, la presidente dei Focolari costata i risultati di un cammino.
Scorcio di Chicago
God is back – Dio è tornato – è il titolo di un libro in cui John Micklethwait, capo redattore del The Economist, con il collega Adrian Wooldridge, analizza alcuni aspetti della società americana, purtroppo ignorati in Europa e, in particolare, in Italia. Nord America ed Europa, sono infatti, figlie di due rivoluzioni quasi contemporanee, quella francese e quella americana, entrambe nate dall’Illuminismo, ma con risultati ben diversi. In Europa la religione è stata messa ai margini, in America si sono costantemente cercati di ridefinire gli equilibri del suo ruolo nella vita pubblica e sociale.

 

Proprio il Nord America è stato, negli ultimi due secoli, teatro di alcuni fenomeni religiosi con conseguenze importanti a livello mondiale. Il Grande risveglio evangelicale, avvenuto nel corso del XIX secolo, ha portato ad un nuovo entusiasmo religioso in tutto il mondo anglosassone ed influito sul movimento pentecostale, nato all’inizio del Novecento in California grazie a William Seymour. Proprio il fenomeno pentecostale, accanto alla Chiesa cattolica, è, oggi, la corrente del cristianesimo in più rapida espansione negli Usa. 

Esiste, senza dubbio, una tensione fra il fattore religioso e gli ambiti della dimensione pubblica, che ha percorso i 230 anni della storia degli Usa senza mai sfociare, però, nella negazione di Dio o della sfera spirituale. Si è cercata una distinzione piuttosto che una separazione e la dimensione spirituale continua ad essere essenziale sia a livello privato che pubblico, sia pure con diverse modalità.

 

Giuristi a confronto

 

È necessario leggere all’interno di questo contesto anche la storia, senza dubbio piccola, del Movimento dei focolari negli Usa, arrivata al traguardo dei primi 50 anni. Non si è fatto rumore ma l’esperienza dei Focolari si è sviluppata in molti angoli del Nord America. La celebrazione del 50° e la visita di Maria Voce, la presidente, hanno contribuito ad evidenziare le piste per un contributo dei Focolari all’interno della società nord americana.

 

Nelle prime settimane di aprile, due prestigiose università cattoliche, la Fordham a New York e la DePaul a Chicago, hanno infatti ospitato, accademici nell’ambito del diritto, dell’economia, della pedagogia e della teologia che si sono confrontati sulla valenza della spiritualità di comunione nei rispettivi ambiti. Il campus della Fordham School of Law si trova a Manhattan, in una delle zone magiche della Grande Mela.

 

Nell’università fondata e gestita dai gesuiti opera, da alcuni anni, un gruppo di giuristi di vari settori, provenienti da diverse tradizioni religiose – cattolici, ebrei, musulmani – protagonisti del progetto “Diritto e comunione” nel quale da anni sono impegnati, spesso controcorrente, a favore della persona e delle relazioni interpersonali. L’esperienza del gruppo ha messo in evidenza come la spiritualità di comunione possa costituire un paradigma di riferimento anche per coloro che lavorano nell’ambito giuridico con un influsso su altri ambienti della cultura accademica, come la pedagogia, la teologia e lo studio delle religioni. Da questa convinzione è nata la giornata di riflessione su “La spiritualità dell’unità: un dono per i nostri tempi”, che ha toccato oltre alla spiritualità, un’economia basata sulla comunione, la questione etica, la realizzazione personale e la categoria di amore del prossimo in ambito giuridico.

 

A conclusione, in un dialogo con alcuni accademici, Maria Voce ha tracciato suggerimenti precisi sulla ricerca di giustizia e verità nell’ambito giuridico, incoraggiando a lavorare per una collocazione di valori e categorie, che sembrano aliene ad ambiti, per così dire, umani, ma che ne costituiscono invece l’essenza imprescindibile. Ha, infine, parlato della necessità di continuare il dialogo, dialogando: si tratta della vera metodologia per arrivare ad accettare le differenze e a superarle.

 

Cammino interreligioso a Chicago

 

Proprio il dialogo interreligioso è stato protagonista dell’evento forse più significativo delle celebrazioni del mezzo secolo dei Focolari in Nord America, tenutosi a Chicago, una città che rappresenta uno snodo fondamentale nella storia dei rapporti fra seguaci di diverse fedi.

Qui nel 1893 si celebrò il primo Parlamento mondiale delle religioni, evento decisivo nell’avvicinarsi di culture e tradizioni religiose. L’avvenimento è stato ricordato a più riprese nella sinagoga Kehilath Anshe Maarav (Kam) che il 10 aprile ha offerto l’ambiente ideale per l’incontro di circa 250 persone.

 

Alla Kam era presente uno spaccato del mondo che crede: luterani, armeni, presbiteriani, battisti, cattolici, ma soprattutto ebrei, musulmani, indù, buddhisti, sikh e zoroastriani. Una trentina dei presenti si sono alternati sul palco per condividere momenti di comunione spirituale vissuti nel corso degli ultimi trent’anni nello spirito della fratellanza seminato da Chiara Lubich e dal suo incontro con rappresentanti delle diverse fedi in varie parti del mondo.

 

Al termine del programma, Maria Voce, protagonista di una tavola rotonda con una cristiana, un musulmano e un’ebrea, ha messo in evidenza come il dialogo in cui sono impegnati i Focolari parta sì dal sogno di Chiara Lubich di contribuire all’unità della famiglia umana, ma anche dall’incontro con la profezia di altri grandi leader come Nikkyo Niwano, Dadaji del movimento indù di Swaydhaya, l’imam W.D. Mohammed e altri. «Grazie a loro abbiamo potuto scoprire ricchezze che non conoscevamo – ha affermato la presidente dei Focolari –. È passata la paura. Ora dobbiamo continuare su questa strada. Portiamo alle nostre comunità le ricchezze che abbiamo scoperto. Insieme possiamo aiutare l’umanità».

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