Educazione chiama politica, un patto per le giovani generazioni

A Bergantino i candidati sindaco stringono un patto di collaborazione a favore delle nuove generazioni. Qualunque sia l’esito del voto elettorale.
Foto Pexels

È festa nella sala consigliare del Comune di Bergantino in provincia di Rovigo. È quando i due candidati sindaco stringono un vero e proprio Patto di reciproca collaborazione per i futuri progetti formativi a favore del mondo giovanile ed adulto. Passi da sviluppare dopo le elezioni, ma che oggi qui, in questa sala, assumono valore simbolico che va oltre il rito delle elezioni stesse. Chiunque vinca. Perché quel che conta è credere che un modo diverso di aver cura del bene comune e di far politica è possibile.

Commovente il momento delle firme su un documento che richiama alla collaborazione, all’unità di intenti nella consapevolezza che le nuove generazioni sono il bene più prezioso da valorizzare e da custodire, il vero tesoro dell’umanità.

Ad una settimana dal voto, in pieno clima di campagna elettorale con le sue diverse prospettive politiche, il 3 giugno 2024 a Bergantino è una giornata controcorrente per la firma di un Patto per l’educazione. Un obiettivo tenacemente voluto dai due candidati sindaco, Adriano Stefanoni e Gianni Fortuna. Un atto non solo simbolico ma di rottura nei confronti di certe sterili prassi consolidate dove gli schieramenti devono per forza opporsi su tutto, screditandosi a vicenda.

Un gesto – questo – incoraggiato dalla Commissione famiglia presieduta da Maria Barbanti e da tutti quei compaesani che vedono nel lavoro portato avanti insieme la possibilità di crescita della comunità. Uno sguardo profetico, per un futuro caratterizzato da una politica che riscopra la categoria della fraternità, insieme agli ideali di uguaglianza e libertà, come pilastro fondante la società.

Bergantino è un paese vivace e intraprendente, anche se piccolo e periferico rispetto alle grandi città, collocato in quella fetta più occidentale del Polesine sulla riva sinistra del Po che si incunea fra il veronese e il mantovano. Gente dalla spiccata vocazione comunitaria, dove i “forestieri” si sentono subito accolti. Proprio qui da tanti anni la Commissione famiglia, nominata dalle amministrazioni comunali che si sono succedute, insieme a tutte le forze positive del borgo offre il suo prezioso contributo per lo sviluppo di relazioni sociali positive e di una cultura solidale.

Qui, in varie occasioni, un nostro carissimo amico, pedagogista e psicoterapeuta molto apprezzato, ha avuto modo di conoscere le varie attività presenti nella nostra comunità e di incoraggiarci a proseguire, soprattutto nell’ottica di una maggior corresponsabilizzazione del mondo adulto nei confronti dei giovani. Di questo c’è un grande bisogno, visto il crescente fenomeno della “vaporizzazione degli adulti”, come la definisce lo psicanalista Massimo Recalcati, occupati “altrove”, quasi assenti dalla cura dell’educazione.

Con questo amico-esperto e altri che si sono succeduti in questi anni, dopo una analisi della situazione culturale non solo di Bergantino ma riferita in generale alla condizione giovanile, è nata l’idea di mettere i ragazzi al centro dei nostri interessi e di coinvolgere nelle iniziative che seguiranno tutte le forze buone del paese. Ecco quindi scaturire naturalmente la proposta di una alleanza con e fra le persone che si propongono di servire la comunità candidandosi al consiglio comunale e alla carica di sindaco.

C’è voglia di fare del bene, di spendersi per la propria gente oltre gli interessi particolari. Certamente i partiti hanno una funzione molto importante nel tessuto sociale, stanno alla base di una sana democrazia, ma oggi sentiamo che nella gestione della cosa pubblica sia doveroso lavorare di più in un clima di cooperazione, pur con idee diverse ma motivo di arricchimento reciproco.

L’educazione affettiva e la gestione dei sentimenti, l’educazione alla partecipazione civica, alla comunicazione tra ragazzi e intergenerazionale, alla capacità di pensare, all’uso consapevole dei social media… Sono queste alcune priorità che si sente di portare avanti nel reciproco ascolto e nella collaborazione tra adulti e giovani, gente di buona volontà, per la costruzione di comuni percorsi di crescita.

Sì, è proprio festa qui a Bergantino. Celebriamo oggi un nuovo modo di far politica e di convivenza sociale. Ci fa ben guardare ad un futuro di speranza, per noi e per i nostri ragazzi.

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