EdC è anche cultura

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Sono stati mesi impegnativi, questi ultimi, per i coordinatori del progetto EdC. Da ogni angolo d’Europa, e non solo, venivano chiamati per portare il loro contributo a convegni, colloqui e scuole che avevano come tema proprio l’EdC. Milano: una scuola per l’economia «Far nascere delle scuole per imprenditori, economisti, professori e studenti d’economia, per ogni componente dell’azienda». Con queste parole Chiara Lubich nello scorso aprile aveva lanciato la sfida. Sfida raccolta, se in pochi mesi la “scuola” è nata. Ed ha visto la luce in un ambiente consono alle sue materie di insegnamento: nel cuore della città industriale per antonomasia, Milano, nella sala convegni Intesa-Bci. Era mercoledì 28 novembre. Duecento i partecipanti, soprattutto imprenditori, dirigenti e dipendenti di aziende EdC, ma anche professionisti e professori che desideravano approfondire il progetto. Già i semplici titoli delle “lezioni”, o piuttosto “relazioni”, possono dare un’idea di cosa sia questa “scuola”, che presenta una associazione di piani di riflessione solitamente separati: così Dori Zamboni, una delle prime focolarine, ha parlato di Dio amore così come si è presentato nell’esperienza dei Focolari. Mentre Luigino Bruni, docente dell’Università Bocconi e dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca, ha trasferito tale tema nell’ambito delle aziende, parlando di “amoreagape nella vita economica”: tracce di applicazione della spiritualità dell’unità nell’esperienza di quanti operano nel mondo dell’azienda. E se è vero che quando si parla di EdC non si può mai prescindere dalla concretezza, ecco due testimonianze: quella della Ridix di Torino (vedi pagine seguenti), e quella del Consorzio Tassano di Sestri Levante. Il dialogo ha evidenziato il bisogno di un mutuo sostegno nell’adesione all’EdC, oltre alla novità “culturale”, quasi un modo originale di “fare scuola”, in comunione tra chi studia e chi vive sul campo. Comunione come condivisione delle gioie e delle sofferenze, e anche come capacità di riconoscere il positivo nelle persone e nei fatti. Parigi: all’Unesco Seconda tappa del nostro tour a Parigi, nella prestigiosa sede dell’Unesco. In platea 500 addetti ai lavori. Christina von Furstenberg, responsabile del programma per le scienze sociali dell’istituzione internazionale, ha inaspettatamente messo in luce l’identità di vedute tra i principi di azione dell’Unesco e lo spirito del Movimento dei focolari, e dell’EdC in particolare. Michel Krempper, economista d’impresa, ha sottolineando il «ruolo profetico delle imprese che partecipano alla creazione di una “nuova economia”, nuova perché più umana ». L’EdC si inserisce, secondo Krempper, «in una corrente di fondo che fa emergere dei modelli di impresa che si iscrivono in una “cultura del dare”, speculare rispetto alla “cultura dell’avere”». Commentava M.-N. Jubenot, professore all’università di Reims Champagne-Ardenne: «È folle, in un certo senso, quanto si è detto rispetto alla logica economica attuale. Ma nello stesso tempo è indispensabile che si abbia tale coraggio». Madrid e Málaga: nuove strutture sociali In Spagna si fa tappa per due presentazioni del libro coordinato dal prof. Bruni, Economía de Comunión, por una cultura económica centrada en la persona. A Madrid e Malága l’EdC è così entrata negli ambienti accademici. A Madrid, il prof. Rafael Rubio de Urquía, titolare della cattedra di Teoria economica all’Universidad Autonóma de Madrid, ha così definito l’EdC: «Un processo interattivo di elaborazione dottrinale e di attuazione di quanto un modo specifico di intendere il cristianesimo implica per la economia e la società». Secondo la sua autorevole opinione, l’EdC è destinata «a superare evolutivamente l’ambito dell’impresa nell’intenzione di generare nuove strutture sociali», visto che essa «non rientra nelle forme economiche e sociali attuali». Anche a Málaga, nella Universitas Malacitana, è stato organizzato un convegno. Ne è emersa la capacità innovativa di un progetto che potrebbe contribuire a rompere il circolo vizioso di un’economia che non ha più l’uomo come suo scopo. Lisbona: scoprire il “segreto” Infine il Portogallo. Il 20 novembre 2001, alla Fondazione Calouste Gulbenkian, a Lisbona. Tema: le sfide imposte dalla globalizzazione e l’EdC. A questa riflessione ha potuto partecipare un gruppo di professori e politici, ex-ministri e giornalisti. Sono stati i princìpi all’origine della nuova “cultura economica” proposta dall’EdC a raccogliere l’adesione dei partecipanti. A conclusione gli esperti si sono detti d’accordo sul bisogno di «vedere per credere»: c’è da scoprire il “segreto” nascosto nelle imprese dell’EdC.

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