Ebola non ha spento quel sorriso – Una giornata di…buon vicinato

Ebola non ha spento quel sorriso L’obbiettivo l’ha sorpresa con il sorriso sulle labbra. Mentre l’epidemia dilagava, armata solo di quel viso sereno, partiva da Kinshasa alla volta di Kikwit per sostenere le altre consorelle. Là sarebbe morta il 28 maggio ’95. La mamma di Beatrice, una religiosa zairese, avrebbe detto: Mi è morta la figlia bianca. Aveva 50 anni, e si chiamava Vitarosa Zorza. Come lei, le sorelle Floralba Rondi, Clarangela Ghilardi, Danielangela Sorti, Dinarosa Belleri, Annelvira Ossoli. Forse qualcuno ricorderà come i loro nomi salirono alla ribalta dei media di tutto il mondo protagoniste ignare di una pubblicità non cercata. Morirono a pochi giorni di distanza l’una dall’altra tra fine aprile e fine maggio del ’95 in seguito a contagio del misterioso virus Ebola, nell’altrettanto sperduto ospedale del Congo dove prestavano assistenza agli ammalati, che non vollero abbandonare, Un evento che, oggi come allora, dice tutta la fragilità e l’impotenza umana di fronte ad avvenimenti che sembrano travolgerci. Nondimeno, conservano intatta la carica dirompente ed il senso misterioso e profondo di una vita donata, e l’invito a restare quando tutto induce ad andarsene. Una giornata di… buon vicinato Per costruire una città più solidale, in cui nessuno si senta escluso, il prossimo sabato 7 maggio si terrà a Roma la prima festa dei Vicini di casa. Tutte le informazioni su come partecipare da protagonisti sono disponibili sul sito www.festadeivicinidicasa. it Risponderemo a tutti i cittadini che ci contatteranno tramite il sito – ha detto l’assessore capitolino Mariella Gramaglia – e cercheremo di dare qualche consiglio utile per organizzare una giornata di amicizia che può allargare i nostri rapporti, aiutarci a stabilire nuove relazioni e arricchire quelle che già abbiamo.

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