E’ sempre capriccioso!

Samuele, mio figlio di tre anni e mezzo, è un capriccio continuo e vuole sempre tutto. Spesso mi fa fare delle brutte figure davanti a tutti, cerco di assecondarlo, ma non funziona, talvolta lo sculaccio e solo così si calma. Poi, però, mi sento in colpa e lo coccolo, ma so che così non va bene…. L.G. Melzo – (Mi) Come mai Samuele è così capriccioso? Innanzitutto occorre precisare che tantissimi bambini di quell’età utilizzano il pianto e il capriccio come strumento emotivo per affrontare le frustrazioni e la rabbia e per dimostrare la propria individualità e il proprio potere. I bambini piccoli, infatti, stanno costruendo la loro identità e hanno bisogno di sentirsi, al contempo, uguali e diversi dagli altri. Soprattutto nei confronti delle persone che più amano, e cioè la madre, essi sentono il bisogno di separarsi e di distinguersi per sviluppare la loro autonomia e individualità. Tale distinzione si manifesta appunto in modo particolare col no, col capriccio e con la testardaggine. Ne consegue dunque che tali comportamenti sono modi sbagliati di manifestare un bisogno giusto (essere sé stesso e decidere da solo). E allora? Non si deve intervenire? Il compito educativo dei genitori è duplice e cioè da una parte occorre permettere al bambino di manifestare la propria individualità, dall’altra è necessario aiutarlo a stare nella realtà, contenendo le sue manifestazioni di ansia e angoscia. A questa età i bambini hanno bisogno di adulti che stabiliscano limiti chiari, che non consentano loro comportamenti estremi. Così è per Samuele che, volendo manifestare la sua individualità, rischia di dominare la realtà e le persone circostanti fino ad avere un potere eccessivo. È importante che tali confini vengano tracciati, altrimenti il bambino diventa ansioso. I limiti, necessari sotto ogni punto di vista, quando vengono fissati efficacemente, per un bambino sono un sollievo. Potrebbe essere d’aiuto: Ignorare i capricci: finché il bambino grida, è importante non fare nulla. Se siamo in un luogo pubblico, occorre portarlo da un’altra parte e lasciarlo solo finché si calma. In questo modo il bambino comprende che con i capricci non ottiene nulla. Mostrarsi fermi e mantenere la calma: è il modo migliore per insegnare ai bambini a stare calmi. Ignorarlo durante i capricci e mantenere ferme le regole sono ingredienti importanti per il contenimento del bambino. Elogiare il bambino e spiegare sempre ciò che si fa: quando il bambino si è calmato, è importante complimentarsi con lui e dirgli: Sono contenta che ti sei calmato e ti voglio bene…. Solo che non mi piace sentirti urlare. Non colpevolizzarsi troppo: i capricci dei bambini minano il nostro autocontrollo con conseguenti sculacciate e punizioni, accompagnate da sentimenti di colpa e di fallimento. È umano reagire così, anche se è sbagliato. È possibile recuperare subito il rapporto dicendo al bambino (quando si è calmato) che ci dispiace per la sculacciata senza però rinunciare alle regole e alle norme. Con questi metodi, pian piano il bambino comprenderà che noi gli vogliamo bene, e proprio per questo, abbiamo l’obbligo di contenerlo. LA S C I ENZA DICE La moderna pedagogia, per quanto riguarda i capricci dice che non si deve: 1. tirarla per le lunghe ragionando e spiegando: non serve ragionare, soprattutto in pubblico è controproducente, perché qualsiasi discussione in questo momento non farebbe che incoraggiare il capriccio. 2. urlare non serve, occorrono no motivati senza gridare. 3. giudicare male il bambino: il semplice fatto che sta facendo un capriccio non significa che sia cattivo… potrebbe perdere il rispetto di sé. 4. ricordargli le cose cattive che può aver fatto. 5. tenere il muso e aspettare che ci chieda scusa. acetiezio@iol.it

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