Due grandi santi e tanti piccoli santi

Uno sguardo al televisore e uno sguardo al bambino. Così si segue la cerimonia della duplice canonizzazione in un avamposto del dolore innocente visitato da Roncalli e Wojtyla, l’ospedale pediatrico Bambino Gesù
Papa Francesco in visita all'ospedale Bambino Gesù di Roma

Due papi santi e due papi in vita nella celebrazione in Piazza San Pietro. Un fatto storico, che li avrebbe visti tutti quanti in prima fila – visto l’amore che i papi nutrono per loro –, se solo avessero potuto lasciare l’ospedale pediatrico Bambino Gesù. Invece i piccoli degenti sono qui nei diversi reparti e nelle colorate camerette. I 600 posti letto sono quasi tutti occupati in questa domenica speciale. Segno che la situazione clinica dei pazienti proibisce non solo San Pietro ma anche un salto a casa, per chi non abita troppo lontano.

La cerimonia presieduta da Bergoglio viene seguita attraverso i televisori posti di fronte ai lettini, ma non pochi prediligono, con tutto il rispetto per Santa Romana Chiesa, i sempre benedetti cartoni animati. I giovani genitori accarezzano con gli occhi il loro pargolo e sono arrendevoli sul programma da scegliere.

I sette nani disneyani animano una parete del Pronto soccorso del Bambino Gesù e sembrano intenti ad attenuare la tensione e l’ansia di chi arriva con un piccolo in braccio. La voce dell’altoparlante chiama il nuovo numero di chi è in attesa della visita. Papà con barba trascurata, mamme attaccate al cellulare per dare le ultime notizie a chi è rimasto a casa. Si sente parlare italiano, ma anche altre lingue. La geografia del dolore non ha confini. Qualcuno dei piccoli piange, qualcun’altro si lamenta. Sul grande schermo della sala d’aspetto scorrono le immagini della messa di papa Bergoglio e gli adulti alternano un’occhiata al piccolo e una al televisore.

Gli arrivi al Pronto soccorso si susseguono, ma non sembra che qualcuno provenga da piazza San Pietro. In vista del massiccio afflusso di fedeli nella capitale, l’ospedale sul Gianicolo è diventato infatti un’unità di crisi pediatrica di riferimento. Il nosocomio dispone di 40 specialità, che permettono 27 mila ricoveri all’anno e 352 mila visite ambulatoriali.

Al Bambino Gesù sono venuti in visita tutti i papi da Roncalli in poi, escluso Giovanni Paolo I, a motivo del brevissimo pontificato. Papa Francesco è arrivato il 21 dicembre scorso a portare di persona gli auguri di Natale (nella foto un momento della visita), visitando i vari reparti e fermandosi con ciascun ricoverato, dedicando una carezza, un sorriso, una parola affettuosa. Per festeggiare la Pasqua, impossibilitato a tornare,  s’è fatto vivo con un camion carico di 150 coloratissime uova di cioccolato.

Qui si tocca l’insondabile mistero del dolore innocente. Tutti i genitori vorrebbero assumere su di loro le malattie del proprio cucciolo. E invece il reparto riservato ai tumori e alle leucemie, come quello delle malformazioni cardiache, come quelli di altre gravi patologie sono popolati da chi è da poco sbocciato alla vita.

Qualche ora prima dell’inizio della celebrazione della duplice canonizzazione è morta una piccola ammalata. Sarà una santità tenera e nascosta, la sua, non meno preziosa di quella dei due papi. E che dire dei due genitori, privati di quest’angelo. Qui, le partenze per il Cielo non sono infrequenti, e da qui, la vita, si impara subito a vederla in modo diverso. Lo chiamano l’"Ospedale del papa", questo nosocomio pediatrico, e si capisce quanto il pensiero di chi ha enormi responsabilità corra qua, tra questi piccoli, incolpevoli sofferenti.

Ben sintetizzò il suo stato d’animo il neo-santo Giovanni Paolo II, nella visita che qui fece il 7 gennaio 1979. «Sono salito quassù al Gianicolo apposta per voi: per vedervi, per esprimervi di persona tutto l’affetto che nutro per voi e per recare conforto alle vostre sofferenze, che patite sia a causa della malattia, sia per il fatto di essere separati dai vostri genitori e dalla vostra casa».

E non dimenticò mamme  e papà: «Voi genitori, che sopportate il dramma della malattia delle vostre creature e che, con occhi imploranti, vi chiedete il perché del dolore innocente, sappiate che non siete soli, né abbandonati: voi non soffrite invano! La vostra sofferenza vi configura a Cristo, che solo può dare senso e valore ad ogni atto della vostra vita». Lo schermo diffonde le immagini della conclusione della celebrazione papale. La messa è finita, ma qui al Pronto soccorso arrivano nuove creature. Il mistero della sofferenza innocente continua.

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