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Cultura > Teatro

Due donne ballano il proprio destino

di Giuseppe Distefano

- Fonte: Città Nuova

Il testo dell’autore catalano Josep Maria Benet i Jornet è una dura storia di amicizia tra un’anziana e una badante, schive, energiche, sarcastiche ed eroiche, che s’incontrano

È una storia di ordinaria, quotidiana solitudine, come tante altre simili che si vivono nei grandi condomini di qualsiasi città. Un microcosmo amaro e ironico che riesce a raccontare uno spaccato di società in cui le persone difficili e scomode sono estromesse e confinate ai margini ad affrontare, in solitudine, il proprio destino. Protagoniste di “Due donne che ballano”, testo di Josep Maria Benet i Jornet  messo in scena da Veronica Cruciani, sono due schive, energiche, sarcastiche ed eroiche figure femminili. Si odiano e si detestano perché sono simili, perché ognuna ha bisogno dell’altra, e, nella solitudine delle rispettive vite, sono l’una per l’altra l’unica presenza confortante.

La vicenda si svolge nella scarna e funzionale scena di un appartamento anonimo con due stanze semivuote, luogo di qualsiasi collocazione geografica, con le due donne in abiti dimessi che le rendono di un’epoca senza tempo. L’anziana signora, da sempre appassionata collezionatrice di fumetti, è ancora vitale, energica. Cova rabbia e risentimento verso i due figli, un maschio e una femmina, sempre assenti. Quest’ultima le ha messo in casa una badante per le pulizie alla quale rende la vita difficile. La giovane, insegnante di lettere appassionata di libri, è riottosa, incassa gli improperi dell’adulta, risponde a tono rimanendo sempre chiusa nel suo dolore per una tragedia che l’ha resa fredda. Le due donne intrecceranno un rapporto inizialmente difficile, pieno di incomprensioni e di odio, ma, avendo bisogno ognuna dell’altra, nella solitudine delle rispettive vite, sono l’unica presenza confortevole per entrambe. Beccandosi, pungendosi, offendendosi e, infine, confidando di sé quello che solo a un estraneo si riesce a confessare, man mano il loro rapporto si trasformerà fino a culminare in un allegro ballo che le vedrà compiere un gesto estremo condiviso, che non si può svelare.

Ballano la danza dell’esistenza dura e difficile di chi porta dentro una sofferenza ma fuori esibisce una faticosa immagine di forza e autosufficienza. Nel raccontare, con ironia anche feroce, una dura storia di amicizia e una problematica relazionale molto attuale, il testo dell’autore catalano (classe 1940), rivela una certa fragilità drammaturgica per la poca originalità e prevedibilità, escluso il finale. A renderlo comunque godibile è l’interpretazione delle due magnifiche attrici, Maria Paiato e Arianna Scommegna, in perfetto equilibrio tra diatriba, sarcasmo, irascibilità, tenerezza, anche se a volte con una recitazione sopra le righe.

 

“Due donne che ballano”di Josep M. Benet Jornet, regia Veronica Cruciani, traduzione Pino Tierno, con Maria Paiato e Arianna Scommegna. Produzione Centro d’Arte Contemporanea Teatro Carcano Milano. Il 12/3 a Ivrea (To) Teatro Giacosa; il 13 a Brugherio (Monza-Brianza), Teatro San Giuseppe; il 14 a Correggio (Reggio Emilia), Teatro Asioli; dal 16 al 21 a Catania, Teatro Verga; dal 23/3 al 2/4 a Roma, Teatro Vittoria.

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