Nuovo Dpcm: stretta del governo sullo sport

L’esplosione della curva dei contagi ha imposto all’esecutivo Conte l’adozione di misure stringenti che, giocoforza, hanno finito per colpire anche il mondo sportivo. Ecco cosa cambia da oggi
Palestra vuota (da Pixabay)

Il bollettino di ieri, domenica 25 ottobre, non ha fatto altro che confermare il crescente allarme. Secondo i dati del Ministero della Salute, infatti, i nuovi casi di positività al Coronavirus sono stati 21.273, con 128 morti: sono aumentati di 80 unità, invece, i ricoveri nelle terapie intensive. È questo il preoccupante quadro all’interno del quale il Governo italiano ha emanato il nuovo Dpcm, contenente misure assai più severe che hanno l’obiettivo di contenere la crescita della curva dei contagi. Lo sport è stato inevitabilmente tra i settori più colpiti, con provvedimenti che hanno suscitato molti malumori.

Palestre e piscine chiudono
La notizia peggiore riguarda i gestori di palestre, piscine, centri natatori e centri benessere: per tutte queste strutture, infatti, è arrivato lo stop totale per un mese. Situazione diversa, invece, per centri e circoli sportivi pubblici e privati: questi ultimi potranno rimanere aperti, continuando a rispettare le norme sul distanziamento sociale.

La necessità di evitare assembramenti riguarda anche le piste da sci che rimangono aperte per gli atleti “di interesse nazionale e internazionale”: anche gli amatoriali potranno utilizzarle, seppur “subordinatamente all’adozione di apposite linee guida da parte delle Regioni e validate dal Cts” allo scopo di evitare assembramenti. Resta aperta, in via individuale, la possibilità di svolgere attività sportiva e motoria all’interno dei parchi: nel primo caso la distanza interpersonale dovrà essere di due metri, nel secondo di uno.

Stop agli sport dilettantistici: professionisti avanti a porte chiuse
Situazione complessa, invece, per quanto riguarda gli sport di contatto. La sospensione di partite e allenamenti per gli incontri di tipo “ludico amatoriale” era già arrivata nel precedente Dpcm: quest’ultima si allarga anche alle competizioni sotto l’egida del Coni e delle varie Federazioni nazionali e riguarda anche gli allenamenti. Per quest’ultimo punto si attende una precisazione riguardo la possibilità di eseguire le sessioni in forma individuale, rispettando il distanziamento.

Lo stop riguarda, in particolare, tutte le competizioni di livello provinciale e regionale. Nel calcio si fermano dunque i campionati dall’Eccellenza alla Terza Categoria; niente calcio a 5, invece, dalla Serie B in giù. Nel basket e nel volley non verranno disputati i tornei a partire dalla Serie C: per la pallamano lo stop riguarderà tutte le categorie dalla B a scendere.

L’attività di vertice dunque prosegue per le categorie professionistiche e per tutti quegli eventi e competizioni sportive di riconosciuto interesse nazionale: sarà consentita, però, soltanto a porte chiuse. Ciò porta alla repentina cancellazione della norma che permetteva a un massimo di mille spettatori di assistere alle gare all’aperto: numero che calava a 200 per le esibizioni indoor. Anche le sessioni di allenamento saranno senza pubblico e “nel rispetto dei protocolli emanati dalle rispettive federazioni sportive nazionali, discipline sportive associate ed enti di promozione sportiva”.

La promessa del ministro Spadafora: “Sostegni in arrivo”
Il Ministro Vincenzo Spadafora si è detto conscio della gravissima difficoltà vissuta da tutti i lavoratori del mondo dello sport, annunciando lo stanziamento di fondi e un aiuto immediato: “L’impegno e la responsabilità dei gestori di palestre e piscine sono state esemplari in questi mesi. So bene quanto questi ultimi abbiano investito per continuare a far praticare sport in assoluta sicurezza. Già da domani (oggi, ndr) approveremo il decreto per sostenere con misure straordinarie tutto questo mondo che con la seconda ondata rischia di non riaprire più”.

Le misure citate da Spadafora dovrebbero portare allo stanziamento di una indennità di 800 euro a lavoratore per il mese di novembre, più 50 milioni a fondo perduto da destinare ad Associazioni e Società Sportive Dilettantistiche. Un primo passo, necessario ma non sufficiente, per tutelare uno sport di base che rischia di non rialzarsi più in caso di secondo lockdown totale.

 

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