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Persona e famiglia > Sport

Il Dpcm, lo sport e le insolite iniziative dal mondo

di Mario Agostino

- Fonte: Città Nuova

Dal 15 marzo, l’Italia entra in fascia rossa e arancione: vediamo quali sono le regole per l’attività motoria e sportiva e qualche proposta interessante dall’estero

(AP Photo/Alessandra Tarantino)

A partire da lunedì 15 marzo, il nostro paese vedrà le proprie regioni “tingersi” di arancione e rosso: è ormai chiaro il riferimento a ciò che “si può” e “non si può” fare, per contrastare la pandemia ancora pienamente in corso. Ad eccezione della Sardegna infatti, che resta in zona bianca, per gli amatori dello sport sono purtroppo necessarie alcune restrizioni, benché meno pesanti rispetto a un anno fa. Con il nuovo decreto in vigore infatti, le regioni che superano un’incidenza di 250 casi per 100mila abitanti per due settimane, entrano immediatamente in zona rossa.

Palestre, piscine e impianti sciistici

Restano chiusi, così come i centri benessere e quelli termali, fatta eccezione, come leggiamo nelle Faq del Ministero della salute, per quanto riguarda l’erogazione delle “prestazioni rientranti nei livelli essenziali di assistenza per le attività riabilitative o terapeutiche e per gli allenamenti degli atleti, professionisti e non professionisti, che devono partecipare a competizioni ed eventi riconosciuti di rilevanza nazionale con provvedimento del Coni o del Cip”.

Differenze tra attività sportiva, motoria e di base

(AP Photo/Andrew Medichini)

È fondamentale capire la differenza per muoversi: l’attività motoria consiste nella passeggiata semplice, con i familiari o il cane, oppure nel semplice giretto con la bici da passeggio. Non si parla di limiti, come quello dei 200 metri dalla propria abitazione e non viene fissato un limite: sta al buon senso. Chi svolge invece attività sportiva, ossia corsa, uscita con la bicicletta da corsa o mountain bike, pattini, ecc., ha il solo limite dei confini regionali, che non possono essere oltrepassati. È obbligatorio partire e rientrare tuttavia sempre da e per la propria residenza. Per citare un esempio: per una bella pedalata in bici da corsa, si può scegliere il percorso più gradito ma senza uscire dalla regione e rientrando sempre a casa. Non si può perciò caricare la bici in macchina per partire da un luogo diverso. Se per l’attività sportiva non è poi ovviamente obbligatorio indossare la mascherina, è tuttavia necessario portarla sempre e indossarla se si incontrano altre persone. Resta infatti valido il principio per cui l’attività deve essere rigorosamente individuale e nel rispetto di una distanza interpersonale di due metri. Devono restare ferme tutte le attività sportive dilettantistiche di base, comprese “le scuole e l’attività formativa di avviamento relative agli sport di contatto nonché tutte le gare, le competizioni e le attività connesse agli sport di contatto, anche se aventi carattere ludico-amatoriale”.

Proposte e offerte dallo sport per la vaccinazione nel mondo

Intanto, la capolista della prima divisione del campionato di calcio russo, lo Zenit San Pietroburgo, sperimenta un incentivo per correre ai ripari contro le limitazioni dei tifosi allo stadio. Attraverso i propri canali social, la società ha diffuso un comunicato in cui si dice disposta a offrire gratuitamente il vaccino ‘Sputnik V’ a chiunque acquisterà il biglietto per assistere alle partite dello Zenit. Si tratta di un’iniziativa destinata a tutti i maggiorenni in possesso di prescrizione da parte del medico curante: una vera propria campagna di vaccinazione per i tifosi più affezionati, ma evidentemente non solo, cominciata subito dopo l’annuncio. Non è l’unica iniziativa di vaccinazione nello sport promossa da organizzazioni o da governi. Anche il CIO, ad esempio, ha accettato l’offerta di vaccini dalla Cina per tutti gli atleti olimpionici che andranno alle olimpiadi di Tokyo e quelli che andranno alle olimpiadi invernali di Pechino 2022. Il Bahrein ha invece offerto in questi ultimi giorni ai team di F1 la vaccinazione in vista dell’imminente esordio del Mondiale, così come ha annunciato il Qatar anche per i team del campionato di motociclismo. Se c’è una corsa che conta, ora, è quella alla vaccinazione, per tutti.

 

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