Dove eravate tutti

Paolo di Paolo - Feltrinelli
Copertina del libro

Un romanzo che è cronaca d’un nucleo familiare e sintetico ripercorrere gli ultimi vent’anni, «anni senza nome». Una tesi in storia contemporanea mai giunta al termine e un termine della storia che non c’è perché siamo ancora invischiati in essa.
Gli occhi del protagonista, non più bambino, guardano al mondo di questi anni, al mondo degli adulti che glielo hanno consegnato, con la tensione di chi si chiede: ma dove eravate tutti mentre si realizzava un declino e si cancellavano prospettive per le famiglie, i giovani e l’intero Paese? La via intrapresa sarà quella di ripercorrere le prime pagine dei giornali per ricostruire gli eventi pubblici e risalire, tramite foto e racconti, alle motivazioni del gesto che dà l’avvio al romanzo: il piccolo incidente stradale causato ad uno studente dal suo ex insegnante in pensione. Un evento che rompe un equilibrio precario e genera ripensamenti e riflessioni. In parallelo, la storia d’Italia di questi anni, con il berlusconismo che l’ha caratterizzata, è descritta in molti passaggi ed esemplificata nella metafora d’una vacanza in crociera: «Saliti sulla nave da crociera, abbiamo preso il largo. Diretti dove? Era impossibile capirlo. Ma siamo rimasti a bordo per vent’anni. Le vacanze erano finite, veniva da piangere a tutti, come in una pubblicità. Però qualcuno deve aver detto che si poteva restare. Si poteva non scendere più. Lui avrebbe continuato a intrattenere, a sorridere, a cantare. Un giorno, quando sembrava che tutto sarebbe durato così per sempre, il Capo sarebbe sceso».
Il protagonista si muove così tra memoria collettiva e familiare, con il tono velato della malinconia sui suoi dieci anni, in cui è maturata la sua coscienza e la sua capacità d’amare. Così, tra ricordo e volontà di futuro, un amore infantile si riaffaccia nel presente e dall’«archeologia di sé stesso» si passa alla possibilità di nuovi orizzonti.

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