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In profondità > Chiesa e società

Don Epicoco: accettiamo l’amore di Dio per noi

di Luigi Laguaragnella

- Fonte: Città Nuova

Per il sacerdote, teologo e scrittore, il cristiano deve cercare di andare avanti con amore e fiducia. Non valiamo per ciò che produciamo, ma per quello che siamo.

Esiste una voce interiore che ci ripete: “tu sei l’amato”. L’obiettivo del cristiano deve essere quello di riuscire a mettere al primo posto questo amore. Lo afferma don Luigi Maria Epicoco, sacerdote, teologo e scrittore, che ricorda come «Amore e fiducia sono la benzina che ci permettono di camminare». Di andare avanti.

Docente di Filosofia alla Pontificia università lateranense, don Luigi ha ricoperto l’incarico di sacerdote nella parrocchia universitaria San Giuseppe Artigiano e quello di direttore della residenza universitaria nell’arcidiocesi de L’Aquila: un’esperienza a diretto contatto con i giovani, soprattutto nel difficile periodo del terremoto in Abruzzo.

Intervenendo ad un incontro a Bari dell’Usc, con circa 300 intervenuti provienienti da Puglia, Calabria e Basilicata, don Luigi ha ricordato il valore supremo di chi dà la vita per gli altri. «Amare – ha detto – ci porta fino a fare dono di noi stessi. Non risolve la vita, ma la dona».

don-luigi-epicoco-fonte-facebook«Questo mondo – ha aggiunto  il sacerdote, che ha scritto per Città Nuova il libro Qualcuno a cui guardare (per una spiritualità della testimonianza), che uscirà il 7 novembre – ci dice che noi valiamo nella misura in cui produciamo e, quindi, solo se siamo utili. Il Sangue di Cristo ci dice invece che noi siamo preziosi al di là di quello che produciamo, che facciamo. È il verbo essere – non il verbo fare – il più importante. Non dobbiamo convincere il mondo di qualcosa, dobbiamo mostrare Cristo. Questa è la grande sfida ci viene consegnata».

Un posto di riguardo, aggiunge, nella Chiesa spetta ai giovani. «Il papa – commenta – ci ha detto che i giovani ci ricordano che siamo vivi, mentre a volte ci siamo accomodati nel dovere, nelle cose da fare, ma ci siamo dimenticati di essere vivi. I giovani, invece, ci ricordano che qualunque cosa stiamo vivendo nella vita, dobbiamo viverla da vivi». Esserci pienamente, dunque, nell’attimo presente. Con l’entusiasmo, la forza e il coraggio dei giovani.

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