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In profondità > Chiesa cattolica

Diversità di culture. Un popolo dai molti volti (Evangelii Gaudium 115-118)

di Michele Genisio

- Fonte: Città Nuova


L’esuberanza e multiformità del creato interpella la Chiesa a far sua la ricchezza dei molteplici volti con cui l'umanità si presenta. Non mancano i traumi e i difetti, ma non va dimenticata la bellezza, la verità e la bontà

Un indiano d’America alla messa di Bergoglio

(Evangelii Gaudium 115-118)

Quando si tratta della fede, non siamo più abituati a sentirla un fatto di popolo. Immersi nella cultura contemporanea, viviamo anch’essa come un dato puramente individuale. L’adesione personale è certo essenziale; è determinante l’incontro con Dio nella propria coscienza. Ma inizialmente il concetto di popolo era molto forte. Dio si è rivelato nella storia scegliendosi un popolo e comunicando con esso. La Chiesa nascente si è sentita il popolo nuovo, che nasceva dall’ampliamento degli orizzonti portato dal Vangelo.

La prima cosa che colpisce è proprio che papa Francesco parli di popolo. Poi ricorda: ogni popolo ha la sua cultura, le sue tradizioni, il suo modo di vivere. Come la luce si esprime nei colori dell’arcobaleno, anche le diverse culture si presentano come un ventaglio di modalità di essere uomini e donne: una varietà di espressioni che inneggiano alla grandezza di Dio, la quale può essere percepita nell’esuberanza e multiformità del creato, nei diversi volti in cui si esprime l’umanità.

Il papa sottolinea così che la Chiesa, inculturandosi nell’umanità, deve far sua la ricchezza di  questi volti, per diventare come «la sposa che si adorna con i suoi gioielli». Ma attenzione: il papa parla di un popolo dai molti volti. La dinamica di riconoscersi, pur nella varietà delle espressioni, un popolo, è la differenza che distingue l’esperienza della fede dal relativismo della cultura contemporanea. Ogni popolo, proprio come ogni uomo e donna, ha i suoi pregi e difetti, la sua storia, fatta di espressioni lodevoli, ma anche di traumi, di rancori. Come ogni persona, anche ogni popolo è tenuto a raggiungere la pienezza di sé, superando i propri lati negativi, le proprie zone di buio. Varietà non è automaticamente sinonimo di bellezza, verità e bontà. È espressione della grandezza di Dio, che è resa visibile però solo se ogni popolo compie il percorso di purificazione e di apertura agli altri per poter così esprimere tutta la bellezza dei molti volti di un unico popolo.

Michele Genisio
giornalista e scrittore

Riproduzione riservata ©

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