Disperata

Una storia anonima di una donna in lotta con la depressione e un tentato suicidio

Ero disperata, per mesi non uscivo dal letto. Giorno dopo giorno mollavo le mie attività, non trovavo motivazioni, energie per andare avanti. Incontrare la gente era un incubo. Non avevo desideri, non attendevo più nulla dalla vita e speravo di mettermi a dormire e non svegliarmi più.

Eppure non mi mancava l’amore dei miei 5 figli e di mio marito  che aveva moltiplicato le sue attenzioni. Ma era come se qualcosa dentro di me si fosse irrimediabilmente rotto. Altre volte mi ero trovata in simile stato e ne ero uscita. Ma ciò non mi aiutava.

Quella mattina mio marito, dopo avermi dato un bacio, uscì per fare la spesa. Calcolando il tempo della sua assenza, mi alzai dal letto, mi vestii e uscii senza lasciare nessuna spiegazione. Sapevo dove ero diretta, al canale, fuori città. Ero consapevole che non avrei dovuto farlo… ma l’angoscia era soffocante. Arrivata al canale intravidi il posto.

Non c’era nessuno. Soltanto in lontananza il rumore delle macchine mi ripeteva che la vita andava avanti ignara del mio dramma. Mi arrivò perfino il canto di un uccellino. L’acqua era lì sotto, a 10 metri. Scintillava in quel giorno di fine estate. Raccolsi tutte le forze ed ero lì per… Ma un’immagine, come una freccia, attraversò la mia mente: una serata d’estate in riva al mare,  la famiglia attorno al tavolo, i ragazzi pieni di vita, uno più bello dell’altro. Il piccolo con un sorriso venne a chiedermi un bacio.

Mi fermai. Non potevo farla finita. Non potevo. Piansi. Non posso tacere che in quel momento provai un abbraccio amoroso del Cielo.

Vagai per la città, non avevo forze per tornare a casa. Confusa e intontita vedevo spegnersi le luci delle vetrine e i negozi che chiudevano. Poi mi andai a sedere su una panchina.

Nella nebbia che mi circondava vidi il mio quarto figlio sorridente: «Che bello, mamma, ti abbiamo ritrovata», mentre mi passava il cellulare dove il terzo con parole calde mi chiedeva di tornare a casa. Non opposi nessuna resistenza.

Anni dopo seppi che tutti mi avevano cercata per le vie della città e avevano avvertito la polizia; soltanto il terzo figlio, che era all’estero, era impossibilitato a muoversi perché stava concludendo con un amico la redazione di un libro importante, ma appena saputa la notizia si era recato in chiesa con l’amico per chiedere al Padre del Cielo il suo intervento e poi, rimessisi al lavoro, lo avevano svolto come un’interrotta ardente implorazione. Sono certa che Colui che è stato invocato così fortemente, ha preso in mano la mia vita e mi abbia aperto gli occhi.

Tratto dal Dvd “Scartati” prodotto da CSC audiovisivi

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