Il digitale per i comuni montani

Il Piano nazionale per la Banda ultralarga è un’opportunità da non perdere, per portare finalmente anche nelle zone più rurali servizi televisivi, di telefonia mobile e di trasmissione dati di qualità

Le sfide del divario digitale tra aree rurali e urbane, e dell’innovazione, sono decisive per tutti i territori montani, appenninici e alpini. Sono sfide da vincere. L’Uncem, l’Unione dei Comuni, delle Comunità e degli Enti montani (quasi 4 mila soggetti istituzionali rappresentati in Italia), sostiene da tempo la necessità di investimenti per superare le difficoltà nell’accesso ai servizi televisivi, alla telefonia mobile e alla trasmissione di dati in alta velocità.

Serve in primo luogo una nuova attenzione da parte degli operatori privati, spinti da precisi e chiari provvedimenti istituzionali nazionali. La banda ultra-larga e l’Agenda digitale nelle aree interne e montane del Paese. Sfide e opportunità per vincere il digital divide è il titolo del seminario che Uncem ha organizzato per sindaci, amministratori locali, politici, tecnici, addetti ai lavori, professionisti. Si terrà a Roma il 19 settembre, dalle ore 10,30, presso la sede della Provincia di Roma a Palazzo Valentini (Sala Monsignor Luigi di Liegro) in via IV Novembre 119a.

Il recente Piano per la banda ultralarga, con i 3,3 miliardi di euro che verranno investiti in tutto il Paese da oggi al 2020, dovrà permettere di cablare i territori montani raggiungendo tutte le case, secondo gli standard europei e quanto definito con Bruxelles dal Governo italiano, attraverso Agid, Infratel, Ministero dello Sviluppo economico.

In molti Comuni sono già partite progettazioni e appalti, in alcuni la cablatura, con i tecnici di Open Fiber al lavoro. Il ritardo registrato negli ultimi mesi non deve minare la fiducia dei rappresentanti istituzionali: troppo spesso in passato, interventi per il superamento del gap infrastrutturali si erano rivelati senza successo. Molti i soldi spesi, senza effettivi e diffusi benefici. Così non può essere oggi. Le associazioni degli Enti locali ci hanno messo la faccia, presentando (anche mercoledì prossimo) quanto lo Stato sta facendo con i soldi pubblici.

Nuove reti infrastrutturali dovranno veicolare nuovi servizi della PA ai cittadini, connettere Comuni ed Enti locali, agevolare notevolmente le imprese e anche favorire telelavoro e telemedicina. Nuove opportunità da costruire con gli operatori. Si tratta solo apparentemente di piccole necessità, agli occhi di imprese delle telecomunicazioni che cercano solitamente business e grandi numeri. Le istanze dei territori, un piano completo e condiviso con gli Enti locali, sono la chiave per un futuro sostenibile nel quale si “riducono distanze” e si accrescono capacità in tutti i territori. Servono una visione, un approccio culturale da analizzare e promuovere.

Uncem mercoledì a Roma ha coinvolto i massimi esperti del settore delle telecomunicazioni e dell’innovazione affinché possano illustrare, in un dialogo con gli amministratori locali, in primo luogo come sta procedendo il Piano nazionale per la Banda ultralarga, cosa si sta facendo nelle regioni e come verranno attivati nuovi servizi ai cittadini e alle imprese, nel quadro di un’Agenda digitale per la Montagna in costruzione, da presentare a Governo e Parlamento.

 

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