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Persona e famiglia > Famiglia

Dietrofront sul fattore famiglia

di Tiziana Nicastro

- Fonte: Città Nuova

La città commissariata da diversi mesi per i debiti dell’amministrazione taglia su un sostegno importante per l’economia della comunità

comune parma

Una città capofila che fa marcia indietro. E’ il caso di Parma. La città ducale, tanto declamata per il suo sostegno a favore delle famiglie, ora si trova a lasciare proprio queste in difficoltà. Tutta colpa del Quoziente Parma che è stato sospeso da parte del commissario straordinario Mario Ciclosi. Sarà per via del suo costo (ben 800mila euro) che incide notevolmente sulle casse comunali già in rosso fisso per via dei debiti lasciati dall’amministrazione precedente, o per la poca attenzione alle politiche famigliari da parte del nuovo commissario, fatto sta che la decisione drastica di sospendere per sei mesi il Quoziente Parma ha creato tensioni e polemiche in città e non solo.

 

La notizia ha improvvisamente fatto il giro di tutta Italia e il forum nazionale delle famiglie ha presentato subito un documento: «confidiamo – si legge in un comunicato stampa – che il Commissario possa quanto prima ritornare su tale decisione». E pensare che il Quoziente Parma, al di là delle associazioni e dei colori politici da cui è appoggiato, in consiglio comunale era stato votato all’unanimità da tutti i componenti, proprio per la sua validità a livello trasversale a favore delle famiglie.

 

Certo, il 2012 per le famiglie che usufruivano di questo sostegno e in modo particolare dei suoi benefici finanziari, non è iniziato tanto bene: basti pensare che per una famiglia con 4 bambini il Quoziente Parma all’incirca voleva dire una riduzione mensile di oltre 200 euro sui costi da sostenere per il nido o la scuola primaria, più gratuità per il servizio mensa e ancora riduzioni sui trasporti urbani. E questi elencati sono solo alcuni dei benefici che finora hanno fatto di Parma una città a misura di famiglia, proprio come declamava uno slogan tanto utilizzato – e forse anche un po’ urlato e abusato – dall’ex sindaco Pietro Vignali.

 

Ed ora per poter ritornare a quelle agevolazioni c’è – così sembra – da aspettare il 31 maggio, giorno in cui il Quoziente Parma dovrebbe ritornare a regime in città. Insomma c’è ancora da attendere, la Consulta delle associazioni familiari, che fa capo al comune, ha già più volte chiesto un incontro col commissario straordinario per dialogare e capire i motivi profondi che lo hanno portato a questa scelta. In ballo c’è la vita e l’economia di numerose famiglie, e «il Quoziente Parma potrebbe essere anche magari ridimensionato – così afferma Alfredo Caltabiano dell’Associazione Famiglie Numerose di Parma – e così non costerebbe nulla al Comune; possiamo cambiare alcuni parametri, alcuni valori e magari riduciamo i benefici di cui finora le famiglie usufruivano, ma almeno non li azzeriamo completamente».

 

Basterebbe dunque un po’ più disponibilità al dialogo e al confronto. Il commissario Ciclosi lo scorso 13 gennaio durante la festa di Sant’ Ilario, patrono di Parma, nel consueto messaggio alla città ha già dichiarato che il «quoziente Parma sarà presto riattivato». Al momento le parole non sono, però, state seguite da fatti concreti. La Consulta delle associazioni familiari ancora spera che qualcosa possa cambiare. Lo dice anche un antico proverbio “la speranza è l’ultima a morire”. In caso contrario, tempo pochi giorni, l’idea è quella di rivolgersi direttamente al capo del Governo, Mario Monti.

Riproduzione riservata ©

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