Dieci giorni con Babbo Natale

Dieci giorni con Babbo Natale, il film diretto da Alessandro Genovesi, vede la famiglia Rovelli riunita per un'avventura natalizia, che li porterà lontano da casa.

È meglio chiedere i regali a Gesù bambino o a Babbo Natale? Lo chiede la bambina della coppia romana in viaggio verso la Scandinavia. È la commedia brillante di Alessandro Genovesi in cui la classica famiglia con tre figli – l’adolescente ribelle con le prime “cotte”, il ragazzino già fascista e la piccoletta -, in più il marito disoccupato e “mammo”, la moglie super occupata al lavoro, decide, pur di passare il Natale insieme, di recarsi a Stoccolma su un vecchissimo camper. Qui Giulia (Valentina Ludovini, divertente) avrà un colloquio per un avanzamento  di carriera. Il marito Carlo (gustoso Fabio De Luigi) pur di salvare l’unità familiare, propone di viaggiare per le ferie con i figli in Scandinavia. Tra musi lunghi e tensioni, si parte. Lungo la strada si incontra un vecchio stravagante che afferma di essere addirittura Babbo Natale (Diego Abatantuono) e con lui inizia un viaggio verso la Lapponia e il mondo della magia e della fantasia. Reale per la piccola e impossibile per gli adulti. Ma, chissà…

Occasione comunque per riunire la coppia, ricucire i rapporti, ricordare che la carriera non è tutto, ma prima ci sarebbe anche l’amore!

Ma allora chi è più importante, ossia chi porta i regali, Gesù bambino o Babbo Natale? Lui, il vecchio con la barba, ovvio: mica un neonato può portare i doni! Così gli americani ci fanno credere dal 1949, anno in cui abbiamo importato Babbo Natale e tanta voglia di spendere!

Il risultato per i piccoli non cambia: chiunque sia a portare i regali, è benvenuto. I bambini che amano la fantasia, le sorprese, sono felici.  E una volta tanto l’umorismo tranquillo,  prevedibile se si vuole, ma piacevole, non fa male. Il divertimento corale è assicurato, i grandi fanno pace togliendo l’ansia ai ragazzini di una loro separazione,  perché Natale è una occasione per tutti di ricominciare. A far che cosa, sembra chiederci il regista, furbetto. Ma a volersi bene. E scusate se è poco. Su Primevideo Amazon.

 

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