Diario tra Milano e Roma

Chiude la stagione la Filarmonica della Scala, con Robin Ticciati, 22 anni, inglese, faccia da ragazzo, ma sicurissimo e sorridente sul podio. Farà strada. Equilibrato, sereno, colloquia con un’orchestra che lo ama in Elgar (Enigma Variations) e nel Concerto per violino violoncello e orch. di Brahms, con solisti come Francesco Manara e Massimo Polidori. Robin li abbraccia, e non è scena: è sincero, colto, sa di esser ancora in fase di studio. Ma avremo sorprese, perché è uno dei (rari) giovani di sicuro carisma. Roma, Accademia Nazionale Santa Cecilia. Dopo otto anni, Chung lascia, con l’amato Mahler (Nona Sinfonia) gemente e affettuoso, come il compatto Brahms (Sinfonia n. 4) e il gioioso (finalmente!) Beethoven del Concerto per violino e orchestra con il gran virtuoso Gil Shaham. Orchestra aperta all’effetto, come Chung desidera, anche nelle musiche del film di Gibson The Passion nella Cavea estiva. Esalta la chitarra di Manuel Barrueco che, con l’Orchestra di Roma e del Lazio, offre un Vivaldi tiepolesco (Concerto in re magg.), si sfoga nelle screziate Folias per chitarra e orchestra di Roberto Sierra (2003), portando il pubblico alle stelle. Ancora un giovane direttore, Daniele Giorgi, fine e sorridente, che canta in Bach (Suite n.1 in do magg.) e Villa- Lobos (Bachianas Brasileiras n.2) con un’orchestra davvero cresciuta. Thaïs, di Massenet. Operona erotico- mistica, così tanto fine Ottocento, avvolge il pubblico col melodismo raffinato, morbido e l’orchestra lussuosa. Fin troppo. Pascal Rophé guida esperto l’orchestra vellutata e densa, Amarilli Nizza (Thaïs) è precisa e disinvolta, Patrice Berger (Atanaele) non le è da meno. Le coreografie di Wayne Eagling si muovono fra modernità e tradizione, nell’allestimento immaginifico di Pierluigi Samaritani. Aura decadente ancora suggestiva per uno spettacolo di lusso. Accademia Filarmonica Romana. La Prague Philarmonia Orchestra, guidata da Pier Carlo Orizio, si lancia nel Concerto n. 4 di Beethoven, che il pianista moscovita Boris Petrushamsky esegue con grande correttezza, ma forse con poco scavo (eppure il lavoro è un abisso di pensieri), mentre la limpida scioltezza della Sinfonia Italiana di Mendelsshon ha il pregio di suscitare unanimi consensi dal pubblico. L’Accademia continua l’offerta artistica nella V edizione Pianoforte al chiaro di luna, con pianisti come Prosseda, Carbonara, Bacchetti, e i Solisti del Balletto dell’Opera di Vienna in uno spettacolo di aristocratica danza.

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