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Mondo > Europa

Diario dalla Siria /19

di Maddalena Maltese

- Fonte: Città Nuova


I rumori di cannonate, mortai, mitragliatrici si fanno più forti e ricorrenti. Un concerto lugubre, mentre i bambini provano ad indovinare le sue note caratteristiche: il colpo è partito! Ora è arrivato! Questo è un mortaio! Questo un cannone

Aleppo – Siria

«I rumori di cannonate, mortai, mitragliatrici si fanno più forti e ricorrenti e, stanotte, il concerto è stato ben ascoltato in tante parti della città, anche qui da casa. Un concerto lugubre, che anche le orecchie dei bambini ormai abituate sanno indovinare nelle sue note caratteristiche: adesso il colpo è partito! Ora è arrivato! Questo è un mortaio! Questo un cannone.

«Sembrava davvero di averli sotto la finestra, stanotte, ma sono abbastanza distanti. È stress continuo e profonda tristezza. Come si fa poi in queste circostanze, da mesi, appena possibile si comincia a telefonarsi tra amici e conoscenti, per sapere come è andata e per rassicurarsi gli uni gli altri che tutto va bene. Per noi sì, ma per quelli che hanno subìto in diretta questa pioggia di colpi? Si parla di una vera battaglia iniziata per contrastare un forte attacco alla città che in certi quartieri periferici vede assembrate milizie molto numerose, mescolate tra la gente.

Per questo il governo ha chiesto ai civili di andarsene di lì. Si parla però anche, con un filo di speranza, della parola “dialogo” che sarebbe stata pronunciata da entrambe le parti. Una notizia triste ci arriva in giornata, da un paese dove abita una famiglia amica. Il giovane nipote era in Libano per lavorare, è stato richiamato nell’esercito, come può succedere a tanti in questi mesi. Non avrebbe voluto tornare ma il papà gli ha consigliato di farlo. Ieri, alle porte di Damasco, quando la battaglia ha cominciato a infuriare, è stato colpito a morte. Domani alle due del pomeriggio i funerali nel villaggio».

Giò Astense

Riproduzione riservata ©

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