Diane Birch: genesi di una stella

Sonorità ed atmosfere molto vintage, ma indossate con piglio molto moderno.
Diane Birch
Ha solo 27 anni, la bella Diane e un solo album all’attivo. Ma è già una delle stelline più rilucenti del nuovo pop statunitense. Il corsivo è d’obbligo giacché il suo stile guarda al passato molto più che al futuro. Nel suo notevole debutto Bible Belt, un best seller già gettonatissimo in fm, la fanciulla mostra infatti modelli di riferimento assai stagionati: Carole King in primis, ma anche il gospel della sua infanzia, le eroine del soul dei Sessanta e del country-rock dei Settanta. Sonorità ed atmosfere molto vintage dunque, ma indossate con piglio molto moderno.

Anche la sua storia ha poco a vedere coi cliché tipici delle eroine pop d’ultima generazione. Figlia di un pastore avventista, d’indole inquieta e vagamente gothic, la fanciulla è nata in Michigan, ma ha cominciato ben presto a girare per il mondo seguendo, abbastanza controvoglia, la missione di suo padre: Zimbabwe, Sud Africa, Australia, per poi approdare a Portland, in Oregon. Scoperta grazie al tam-tam sul web, molla la famiglia e si trasferisce a Londra e poi a New York. Ha charme, grinta, personalità e talento. Firma per la Curve di Steve Greenberg, e l’anno scorso pubblica questo disco, arrivato in Europa sull’onda dei consensi ottenuti in patria.

Quel che il repentino successo non svela è di che pasta sia davvero fatta la ragazza: se l’ennesimo bignè sfornato dai supermercati del pop di massa, o una delicatessen da pasticceria d’alto artigianato. A giudicare dalle tredici godibilissime canzoni di questo primo album, propendiamo per la seconda ipotesi, anche se solo il tempo ci dirà se alle qualità succitate è da aggiungersi quel mix di umiltà, costanza ed applicazione che può trasformare un successo eclatante e fin troppo rapido in una carriera duratura. C’è da aggiungere che gli aromi deliziosamente retrò e al contempo freschissimi che trasudano da Bible Belt possiedono una fragranza ben più raffinata dei chewing-gum di molte coetanee. E se il buongiorno si vede dal mattino…

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