Dialogo tra civiltà

CAUCASO Civiltà e media Tbilisi, Georgia. Nella giovane democrazia del Paese caucasico, il panorama mediatico deve fare i conti con una complessità etnica, religiosa e politica tra le più intricate del pianeta. In questo contesto, la società politica e civile georgiana è particolarmente sensibile al ruolo dei media nel favorire o nel combattere un reale dialogo. Promosso dal presidente della Repubblica, dal patriarca della Chiesa ortodossa georgiana e dal presidente dell’Unesco, il convegno intitolato Globalizzazione e dialogo tra le civiltà ha permesso un profondo confronto tra accademici, esperti e politici. Dall’Italia sono intervenuti padre Thomas Michel, gesuita, uno dei massimi esperti mondiali di dialogo interreligioso, e Michele Zanzucchi, membro della Commissione internazionale di NetOne e docente di giornalismo alla Gregoriana. Quest’ultimo ha sottolineato come la visione di una comunicazione che abbia l’uomo al centro degli interessi, che sappia moltiplicare il bene e non il male, che voglia passare attraverso la logica del rispetto se non addirittura dell’amore dell’altro e che miri alla pace non è solo un sogno. È un obiettivo raggiungibile se si propongono strumenti utili alla educazione ai media, dalle elementari alle università . La globalizzazione fa paura a tutti, ma nello stesso tempo cresce ovunque – lo si è costatato anche a Tbilisi – la coscienza che la mondializzazione indotta dai media e dai trasporti non può esistere se non per l’armonizzazione delle caratteristiche locali. Indiani, russi, georgiani, statunitensi… hanno convenuto con il filosofo Michel Serres sulla necessità di riappropriarsi delle buone notizie guardando la realtà, fuori dallo spettacolo- Così la globalizzazione diventa più umana. Più relatori – georgiani, statunitensi, turchi e italiani – hanno citato la regola d’oro, presente in tutte le grandi tradizioni religiose, culturali e filosofiche del pianeta, come la via maestra da seguire per poter ottenere risultati apprezzabili sulla strada del dialogo. Anche per i media. (p.p.) USA Living City premiata Alla conferenza annuale dell’Associazione stampa cattolica di Usa e Canada, la nostra edizione nordamericana, Living City, è stata molto apprezzata per l’impegno della rivista a portare la fraternità e il senso della comunità dappertutto, considerando il comunicatore come un mediatore indispensabile alla società. Living City ha vinto il primo premio per il migliore editoriale apparso nell’anno su una rivista cattolica, con un pezzo di Amy Uelmen sulla coscienza politica: Un articolo che educa e allo stesso tempo apre alla discussione, come dice la motivazione. Era presente alla premiazione l’arcivescovo Foley, presidente del Pontificio Consiglio per le comunicazioni sociali. PERSONAGGI Watzlawick È morto di recente Paul Watzlawick, notissimo psicologo e studioso di comunicazione statunitense, che insegnava a Stanford, fondatore della Scuola di Palo Alto, il Mental Research Institute, conosciuto nel mondo della comunicazione e della psicologia per avere per primo affrontato, sin dagli anni Sessanta, il problema della persona presa nella rete delle infinite comu n i c a z i o n i della vita. Secondo Watzlawick, la comunicazione può servire la crescita della persona se viene vista come la partecipazione all’armonia sociale, come tanti strumenti di un’orchestra. Per chi ne volesse sapere di più consiglio Il linguaggio del cambiamento (Feltrinelli, euro 8,00). IN LIBRERIA La vita digitale Il presenzialista Vittorino Andreoli raccoglie in questo agile volume alcuni suoi articoli sull’adolescenza e la gioventù – e la vita sociale in genere -, confrontate con il mondo digitale, che sta trasformando ogni relazione umana con la potenza della tecnologia. Il libro avanza tra intuizioni di valore e banalità sconcertanti, quasi fosse stato scritto troppo in fretta. Resta la convinzione, comunque, che gli strumenti numerici e digitali stanno cambiando la mente umana (La vita digitale, Rizzoli, euro10,00).

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