Dialogo

Elzir Izzedin
Firenze

Speciale scambio di doni

 

Un rabbino dona una Torah ad un imam e quest’ultimo contraccambia con un Corano: cose alle quali erano forse abituati musulmani ed ebrei del Regno di Granada, dove nei primi secoli del II millennio si visse un’esperienza unica e, forse, fino ad oggi mai ripetuta di dialogo vitale e culturale.

La cosa, accaduta di recente a Firenze, non è senz’altro comune ai nostri giorni e
 tutt’altro che pubblicizzata, controtendenza com’è rispetto ai luoghi comuni propinatici dai mass media riguardo all’“altro” e al “diverso”, percepiti oggi come minaccia alla propria sicurezza personale e comunitaria.

Firenze è da sempre all’avanguardia nel tentativo di costruire ponti. Qualche anno fa passò quasi inosservato il parere favorevole da parte ebraica alla necessità di un luogo di culto dignitoso per i musulmani. A questa aveva fatto eco la voce dell’imam favorevole al restauro della cupola della sinagoga.

Ultimamente una serie di iniziative mirano a lanciare chiari segni di comprensione e collaborazione reciproca. Un momento particolarmente importante è stato quello svoltosi, di recente, nella locale moschea con i leader religiosi delle due minoranze, il rabbino Joseph Levi e l’imam Elzir Izzedin, e conclusosi con lo scambio delle rispettive scritture. Il rabbino, da tempo impegnato attivamente a contrastare l’intolleranza e il razzismo, ha sottolineato la necessità che «ebrei e musulmani prendano l’iniziativa, lavorando insieme per contrastare antisemitismo e islamofobia». «Una volta credevo che i non musulmani fossero degli infedeli, adesso invece penso che la reciproca conoscenza aiuti a crescere culturalmente», gli ha fatto eco l’imam. «Il dialogo è bello quando è sincero», ha, infatti, affermato Elzir Izzedin, che ha ricordato come «l’obiettivo non deve essere quello di arrivare ad avere un’unica confessione religiosa nel mondo, ma quello di potersi confrontare serenamente con le altre».

 

Indonesia

Il card. Tauran incontra leader musulmani

Recentemente, il presidente del Pontificio consiglio per il dialogo interreligioso, card. Jean-Louis Tauran, ha visitato l’Indonesia, la nazione musulmana più popolosa al mondo. «Creare un ponte per il dialogo non è un’opzione, ma una necessità», ha sottolineato il cardinale, incontrando personalità politiche e leader musulmani e cattolici. Significativa la visita alla moschea di Istiqlal, a Jakarta, la più grande del Sud-est asiatico, situata di fronte alla cattedrale cattolica e costruita da un architetto cristiano. «L’Istiqlal non è solo la casa dei musulmani, ma di tutti i fedeli delle diverse religioni», ha affermato l’imam Kiai Hajj Syarifuddin Muhammad.

 

Melbourne

Parlamento mondiale delle religioni

Dal 3 al 9 dicembre in migliaia hanno celebrato a Melbourne il Parlamento mondiale delle religioni. La prima edizione si tenne nel 1893 a Chicago. A distanza di un secolo, nel 1988, l’idea fu ripresa con la formazione del Consiglio del Parlamento mondiale delle religioni. Nel 1993 circa 8 mila persone sono convenute a Chicago dove, nello spirito di diverse fedi e tradizioni, ci si è orientati verso un’etica globale. Dopo Cape Town nel 1999, l’ultimo Parlamento si era tenuto nel 2004 a Barcellona. La salvaguardia del pianeta e dei diritti umani hanno costituito i poli fondamentali dell’edizioni 2009. Per maggiori informazioni consultare il sito www.parliamentofreligions.org/.

 

Camaldoli

Colloquio ebraico-cristiano

Si è tenuto nella prima settimana di dicembre, presso la Foresteria del monastero benedettino del Casentino, il trentesimo dei Colloqui, iniziati nel 1980 su un invito, ricevuto molti anni prima, di quel grande profeta del dialogo a tutto campo che era stato Giorgio La Pira. I Colloqui riuniscono ogni anno rappresentanti delle Amicizie ebraico-cristiane dell’Italia ed altri gruppi attivi nell’incontro fra le due religioni.

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