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Italia > Fisco

Detrazione Irpef per i mezzi pubblici

di Massimiliano Casto

- Fonte: Città Nuova

Ritornano le agevolazioni fiscali per gli abbonamenti a bus, metro, treni

Tra le principali novità contenute nella legge di Stabilità 2018 c’è il ritorno delle agevolazioni fiscali sugli abbonamenti al trasporto pubblico, soprattutto per agevolare i pendolari che viaggiano con bus, metro e treni. Si tratta di un importante strumento per favorire quelle famiglie che ogni mese sostengono per l’abbonamento ai mezzi pubblici spese importanti, che gravano pesantemente sul bilancio familiare. Un modo efficace per permettere alle famiglie in cui ci sono lavoratori e studenti pendolari di risparmiare e al tempo stesso si tratta di un incentivo per coloro che invece preferiscono prendere l’auto per spostarsi in città.

L’agevolazione consiste nel portare in detrazione, nella dichiarazione dei redditi, l’abbonamento di mezzi pubblici e quindi bus, metro, tram e treni (regionali e interregionali) non solo in relazione alla spesa sostenuta direttamente ma anche per i familiari, con la possibilità di beneficiare concretamente di uno sconto fiscale del 19% e con una spesa massima di 250 euro. Con l’obiettivo di incentivare la mobilità sostenibile, la legge di stabilità di quest’anno ha altresì introdotto la possibilità, per i datori di lavoro, di portare in deduzione totale le somme erogate a titolo di rimborso per i propri dipendenti pendolari e per i propri familiari.

È importante chiarire il concetto di abbonamento: si tratta di un titolo di trasporto che consente al titolare di poter effettuare un numero illimitato di viaggi, per più giorni, su un determinato percorso o sull’intera rete, in un periodo di tempo specificato. L’agevolazione non è ancora chiara sotto alcuni aspetti ma fino ad ora sembra che dovrebbero essere esclusi i titoli di viaggio con durata oraria. Vediamo meglio.

Come funziona

Con questa nuova detrazione fiscale degli abbonamenti ai mezzi pubblici, tutti i contribuenti avranno diritto ad una detrazione sulla dichiarazione dei redditi nella misura del 19% su 250 euro di spesa massima sostenuta a partire dal 1° gennaio di quest’anno. In definitiva la detrazione sull’Irpef sarà di 47,50 euro, con la possibilità di richiederla anche per familiari, coniuge e figli fiscalmente a carico. È opportuno ricordare che ai fini della detrazione vale il principio di cassa, che costituisce il principio tipico in materia di oneri. La detrazione pertanto può essere calcolata sull’intera spesa sostenuta nell’anno 2018, anche se l’abbonamento scade nel periodo d’imposta successivo (ad esempio abbonamento pagato nel mese di dicembre 2018, ma con validità dicembre 2018 – giugno 2019).

I documenti da conservare

Per usufruire della detrazione fiscale sarà necessario conservare gli originali delle ricevute per le spese sostenute relative agli abbonamenti, in modo che tali documenti giustificativi possano essere verificati da parte del Caf o del professionista abilitato che dovrà predisporre la dichiarazione dei redditi (modello Unico o modello 730) e dai funzionari ispettivi dell’Agenzia delle Entrate in caso di accertamenti del fisco.

Rimborsi anche per i datori di lavoro

Nella legge di Stabilità 2018 è stato previsto altresì che le agevolazioni saranno valide anche per i datori di lavoro. Infatti è stato previsto che le spese che verranno sostenute dalle aziende per il rimborso dei titoli di viaggio acquistati dai lavoratori e dai loro familiari non concorreranno alla formazione del reddito da lavoro dipendente. In questo modo tutti i datori di lavoro potranno portare l’importo di spesa sostenuta per rimborsare i propri lavoratori dipendenti pendolari in deduzione totale, perché varrà il principio che tali spese saranno incluse nei costi sostenuti per l’esercizio della propria attività d’impresa.

Il datore di lavoro potrà pertanto utilizzare tre diverse modalità:

  • il pagamento diretto al fornitore del servizio di trasporto pubblico;
  • l’erogazione di contante al dipendente, come anticipo della spesa;
  • il rimborso della spesa al proprio dipendente che affronta la spesa per l’abbonamento.

 

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