Democrazia post-nazionale

Un decennio è finito: quello caratterizzato dall’illusione che la democrazia potesse esportarsi con la guerra.
Truppe Usa lasciano l'Iraq
7,30, ora locale: otto minuti dopo è passato l’ultimo veicolo. Gli occhi lucidi sono asciugati dal vento delle auto che schizzano dall’Iraq: «È bello sapere che è finita davvero», dice il sergente Duane, 27 anni, statunitense. Un decennio è finito: quello caratterizzato dall’illusione che la democrazia potesse esportarsi con la guerra.

La democrazia è un movimento inarrestabile che conosce alti e bassi. Lo diceva già Tocqueville nell’Ottocento. Il 2011, pur dentro una crisi acuta, sta a indicarci una sua frontiera nuova: la fase post-nazionale. La sfida dei prossimi anni sarà quella di dare volto ad una democrazia non necessariamente fondata sulla nazione.

 

Ci sono tre ambiti problematici che annunciano la novità: l’ambiente, il lavoro e i rapporti primari. La concentrazione di anidride carbonica raddoppierà nei prossimi 50 anni con effetti disastrosi sul cambiamento climatico, la salute e le calamità naturali. Su questo tema la democrazia nazionale è incapace di risposte. Sul lato economico le ultime stime evidenziano che ammonta a cinquemila miliardi di euro la crisi del debito mondiale. In Italia i crediti inesigibili ammontano al 14 per cento del patrimonio bancario. Tuttavia, non sarebbe un problema se gli effetti non si manifestassero in una crisi occupazionale che tocca tutti: l’India ha ancora il 40 per cento della popolazione povera. In Italia sono circa sette milioni le persone con problemi di lavoro. Anche qui le nazioni devono arrendersi.

 

Ma c’è un’altra sfera in cui la democratizzazione avanza erodendo la dimensione nazionale: riguarda la sfera privata. In questo processo le donne hanno un ruolo centrale nel richiedere rapporti liberi e paritari. Il prezzo è alto: ogni tre minuti una di esse è sfregiata dalla violenza. Esiste una simmetria fra la democratizzazione della vita privata e le possibilità democratiche nell’ordine politico globale.

 

L’Europa è l’avanguardia della crisi. Se troverà unità potrà evitare il suo declino. Dopo il decennio della guerra per esportare la democrazia, sarà questo il decennio del valore universale della persona nella democrazia post-nazionale? Il nuovo anno ce lo dirà.

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