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Italia > politica e società

Decreto sicurezza bis, appello di Zanotelli

di Carlo Cefaloni

- Fonte: Città Nuova

Carlo Cefaloni

Il testo arriva nell’aula di Montecitorio per la discussione finale e il religioso missionario lancia l’invito ad un impegno comune per impedire la conversione in legge di un testo definito “disumano”. Esplicito invito al dissenso rivolto ai M5S

Foto Carlo Cefaloni

Secondo il calendario della Camera dei deputati, comincia lunedì 15 luglio la discussione sul cosiddetto decreto «recante disposizioni urgenti in materia di ordine e sicurezza pubblica da inviare al Senato con scadenza 13 agosto 2019». Sui contenuti di tale decreto, denominato “sicurezza bis”, è già arrivata un lettera di condanna da parte degli esperti dei diritti umani dell’Onu per ribadire che non si devono consentire respingimenti verso zone di guerra e verso porti non sicuri.

Anche il “Tavolo asilo”, che raccoglie diverse associazioni tra le quali Acli , Papa Giovanni XXIII e Comunità di sant’Egidio, ha manifestato un forte dissenso verso il testo del governo Conte perché «negando l’esistenza di una guerra civile in Libia, continua nell’intento di impedire qualsiasi fuga, inasprendo la lotta contro chi cerca di salvare vite umane».

Più in generale, la contrarietà espresa non potrebbe essere più radicale perché, come ribadiscono le associazioni, il decreto «colpisce chi risponde all’obbligo di soccorso prevedendo sanzioni amministrative per comportamenti coerenti con l’ordinamento giuridico e con i principi costituzionali, ma che agli occhi del ministro degli interni mettono in pericolo l’ordine pubblico».

In coincidenza con l’inizio dell’esame del provvedimento da parte dell’assemblea della Camera, il noto missionario comboniano Alex Zanotelli ha invitato in primo luogo le grandi associazioni cattoliche («è in ballo il cuore del Vangelo») a promuovere una vasto movimento di contrasto al testo del governo Lega M5S assieme alle altre realtà della società civile e dei sindacati, convocando un presidio in piazza Montecitorio.

Secondo il religioso cattolico, per lungo tempo attivo in Africa ma ora residente da tempo a Napoli, nel Rione Sanità, è urgente la necessità di unire «credenti e laici per difendere quei valori fondamentali negati da questo Decreto che, criminalizzando la solidarietà, disumanizza i migranti e tutti noi».

L’anziano padre comboniano trentino si rivolge anche «ai nostri vescovi perché prendano posizione contro questo Decreto che nega radicalmente l’etica della compassione e della misericordia e propongano alle Parrocchie giornate di digiuno e di preghiera».

Citando il giurista Luigi Ferrajoli, Zanotelli parla di «politiche criminali che provocano ogni giorno decine di migliaia di morti, oltre all’apartheid mondiale di due miliardi di persone», ammonendo che «verrà un giorno in cui questi atti saranno ricordati come crimini e non potremo dire che non sapevamo, perché sappiamo tutto!».

L’evidente intento di una tale mobilitazione, che si appella alla società civile, vuole far leva sul dissenso interno ai pentastellati ( con un occhio particolare sul presidente della Camera Roberto Fico) che è già emerso con le posizioni di Gregorio De Falco e Paola Nugnes , poi espulsi dalle fila del partito guidato da Luigi Di Maio.

 

 

Per un’analisi approfondita dei contenuti del decreto contestato si rimanda al sito www.penalecontemporaneo.it

 

Riproduzione riservata ©

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