#DARETOCARE: la Settimana Mondo Unito 2022

È la “cura” del pianeta, delle nostre società, della casa comune che l’umanità abita, il tema al centro della prossima Settimana Mondo Unito, dall’ 1 all’ 8 maggio. Eventi e azioni globali per la pace e la fraternità con un focus sul Medioriente
#DARETOCARE

Dall’ 1 all’ 8 Maggio prende vita, in tutti e cinque i Continenti, la “Settimana Mondo Unito”, otto giorni promossi dalle comunità del Movimento dei Focolari nel mondo, con il coinvolgimento di professionisti, famiglie, Istituzioni in azioni per la pace, la fraternità, e l’unità. Otto giorni per sensibilizzare l’opinione pubblica mondiale sull’attenzione alle persone e ai loro bisogni, sull‘urgenza di una conversione ecologica. La “cura” viene così intesa come attenzione e azione e diventa il mezzo privilegiato per costruire nuove relazioni interpersonali e tra popoli e nazioni per la pace.

Il Medioriente, con le sue ricchezze e le sue contraddizioni, sarà quest’anno il cuore pulsante della Settimana con contributi dal Libano, Siria e Giordania: un’area geografica i cui abitanti conoscono bene la tragedia della guerra, e sanno quindi più di altri lavorare per la pace e per l’unità, in questo momento così minacciata anche in Europa. Il Medioriente è anche un luogo in cui, lavorare per l’ecologia integrale, diventa sempre più importante per ricostruire una realtà dove il disagio sociale è fortissimo.

Sono molte le azioni locali, accanto ad alcune di rilievo internazionale, dispiegate in queste giornate:  si parte Domenica 1° Maggio, alle 13.00 con una diretta streaming mondiale su www.unitedworldproject.org: approfondimenti, esperienze, collegamenti dal mondo, progetti su come nei diversi Continenti ci si appresta a vivere questa settimana.
Sempre sulla stessa piattaforma, sarà possibile seguire United World Week Podcast, una daily news per raccontare gli avvenimenti principali con un focus quotidiano su un pezzo di mondo.

Altri appuntamenti: a Johannesburg il 7 Maggio si terrà un’azione di cura dell’ambiente con la pulizia in una zona svantaggiata. In Bolivia un gruppo di giovani e ragazzi consegnerà del materiale scolastico a una piccola scuola nell’Altipiano boliviano a 3900 m sul livello del mare, un esempio di promozione integrale della cura della persona. In Italia, a Loppiano (FI) ci sarà il consueto appuntamento del 1° Maggio, con l’evento dal titolo “Recharge” e poi non mancheranno incontri e forum di approfondimento sul dialogo, la pace, la cura del pianeta; il calendario è disponibile sulla pagina web di United World Project.

Domenica 8 Maggio ci sarà la chiusura della Settimana Mondo Unito con il lancio dell’impegno per il prossimo anno, legato alla campagna #daretocare e la staffetta sportiva mondiale “Run4Unity”: ragazzi e ragazze di etnie, culture e religioni diverse correranno uniti dalle ore 11:00 alle ore 12:00 (nei diversi fusi orari) per testimoniare il loro impegno per la pace e per promuovere uno strumento per raggiungerla: la regola d’oro.

Tutte le informazioni su:
http://www.unitedworldproject.orgmediaoffice@unitedworldproject.org
Tamara Pastorelli +39347 006 4403, Paolo Balduzzi +39 3355612730

Scheda storica

1995, nasce la Settimana Mondo Unito

I Giovani per un Mondo Unito nel 1995 proposero di dedicare una settimana all’anno per coinvolgere in modo più attivo l’opinione pubblica verso un mondo unito. Erano a un Genfest, uno dei tipici raduni dei giovani del Movimento dei Focolari, che aveva portato a Roma migliaia di giovani da tutto il mondo. Anche quel contesto non era facile: da nemmeno un anno era terminato uno dei più sanguinosi genocidi del XX secolo, quello in Rwanda nel conflitto tra Hutu e Tutsi. In Europa, nei Balcani si lanciavano ancora bombe e anche in quel momento la fraternità sarebbe potuta sembrare un assurdo, mentre i giovani al Genfest cercavano di capire cosa fosse quella proposta, cosa avrebbero dovuto fare, da lì in poi.
Nelle settimane seguenti la risposta arrivò vivendo. La prima cosa necessaria, infatti, sarebbe stata quella di approfondire e dare continuità a tutte le attività che le comunità dei Focolari portavano già avanti con coraggio e, in certi casi, anche silenziosamente, per sostenere il cammino verso l’unità nei contesti più diversi: nei quartieri, nelle scuole, nei luoghi di lavoro, nelle situazioni di fragilità e di abbandono, anche in guerra sì, già in quegli anni, facendo una proposta alle città, alle Istituzioni, ai mezzi di comunicazione, per promuovere l’unità e la pace ad ogni livello, e insieme a tutte le persone animate dai medesimi principi ed obiettivi.
Così è stato in questi ultimi 27 anni, con i giovani e, insieme a loro, famiglie, professionisti, adulti impegnati, politici. Così sarà anche per la Settimana Mondo Unito 2022, che racconterà tutte queste iniziative, con un’attenzione particolare a quelle messe in campo nell’ultimo anno.

La campagna #daretocare, osare prendersi cura
David Sassoli (1956-2022), ex-presidente del Parlamento Europeo recentemente scomparso, così aveva detto ai giovani in occasione della Settimana Mondo Unito 2021:
«Credo che questo sia un lavoro di pedagogia civile che in qualche modo ci debba riguardare, riguarda noi politici, noi Istituzioni ma anche naturalmente tutto il mondo così importante dell’associazionismo europeo. Credo che in particolare voi vi trovate in una posizione privilegiata, perché avete già definito non solo che è importante prendersi cura degli altri, ma anche prendersi cura per migliorare le condizioni di vita degli altri».
Ecco la “cura” di cui il mondo ha bisogno e che anche in questo momento storico così particolare non manca in ogni Continente e che sarà al centro anche della campagna 2022-2023.
Partendo proprio dalle ultime news dall’Ucraina, dove le comunità presenti continuano nonostante tutto a essere protagoniste di piccoli e grandi gesti di fraternità e a lavorare per il dialogo, con tutti. «Promuovere il dialogo a ogni costo, anche nelle piccole cose della vita: chiedersi e fare discernimento di fronte a ogni situazione difficile: posso creare panico, più divisione o faccio qualcosa per il dialogo?  – ha dichiarato Mira Milavec, operatrice della Caritas locale -. Per i vasi comunicanti, quello che vivi tu, fa bene anche a me a noi che in questi momenti, senza sapere se vivremo ancora o no, pensiamo due volte a cosa dire e a cosa fare. Soprattutto a ciò che rimane. E alla fine rimane che siamo fratelli. Non c’è altro adesso».

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