Dare la vita, dare l’amore

Quest’anno porgiamo i migliori auguri di Buon Natale a tutte le lettrici e a tutti i lettori con una serie di articoli che parlano di vita.
Bambino

Quest’anno porgiamo i migliori auguri di Buon Natale a tutte le lettrici e a tutti i lettori con una serie di articoli che parlano di vita, di vita che nasce, di vita che si dipana dal primo vagito sino all’ultimo respiro, ma anche di vita che preserva il creato, oppure di vita che si esprime nelle grandi scelte di Paesi che scoprono la libertà: il reportage da Vernazza, nelle Cinque Terre, in cui scopriamo come la comune tragedia abbia dato forza e vigore alla vita di comunità; la cronaca del conferimento alla memoria di Chiara Lubich del Premio europeo Madre Teresa di Calcutta, da parte del Movimento per la vita, nel 63° anniversario della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo; il Primo piano dedicato alla famiglia, penalizzata dalle nostre leggi e dalla nostra economia ma sempre viva e stimolante; l’articolo sull’accoglienza degli immigrati in Toscana…

 

Città Nuova potrebbe anche chiamarsi Vita Nuova. Perché è il miracolo e il mistero della vita che guidano le nostre penne, che ci permettono di cogliere il filo d’oro dell’anno appena passato (vedi i tre editoriali) e di prendere in mano quello dell’anno che inizia. Perché, come disse Chiara Lubich il 17 maggio 1986, a Firenze, in occasione della Giornata a favore della vita, «non c’è vita, non c’è porzione di vita indegna di essere vissuta». Dal concepimento alla morte, dunque. In fondo i nostri articoli prendono in conto ogni volta una diversa porzione di vita e la mostrano, la diffondono, la valorizzano. Il diritto alla vita va cioè letto nel modo più completo possibile.

 

Dovrebbe tramutarsi – come hanno detto alla consegna del Premio Madre Teresa nella Protomoteca del Campidoglio i professori Baggio e Buonomo – in «diritto all’amore, perché l’uomo lo si fonda sulle sue relazioni di fraternità» (Baggio). Diritto all’amore che è «fondamento del principio della non discriminazione in tutto l’arco della vita umana» (Buonomo).

 

E allora, come non auspicare che questo Natale sia la festa del “diritto all’amore”? Per carità, senza facili ironie o buonismi, perché l’amore di cui si parla è quello di chi vuole dare la propria vita per l’altro, nel piccolo gesto quotidiano come nell’atto di puro eroismo.

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