Dare e ricevere

In un periodo di ristrettezze economiche Maria, mia moglie, mi parlò di una famiglia di nostri conoscenti, anch’essa con grossi problemi, che aveva bisogno di essere aiutata. Scrollai le spalle pensando alla nostra situazione, ma sapere che ci era rimasto un piccolo capitale depositato in banca non mi fece dormire: quel “Cercate prima di tutto il regno di Dio e la sua giustizia e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta” mi interpellava direttamente. Così, al mattino, dissi a Maria che ci avevo ripensato: forse potevamo prestare a quella famiglia la metà di quanto possedevamo. Anche lei fu d’accordo sulla cifra. Mi sentii subito più contento e pieno di speranza. Manco a farlo apposta, da allora quasi non passò giorno senza che arrivasse quanto ci abbisognava. Qualche tempo dopo incontrammo le persone a cui avevamo fatto quel prestito. Nel restituirci la somma, ci confidarono che quei soldi erano arrivati proprio al momento giusto per evitare di ricorrere agli usurai. Dario – Brescia Ero rincasato da scuola, ripensando a una frase letta quella stessa mattina, che mi aveva colpito molto: diceva che l’amore di Dio ci spinge ad amare tutti gli uomini. Poco dopo bussa un conoscente alla mia porta: è per chiedermi in prestito un paio di sandali di cui ha bisogno per un viaggio. Purtroppo neppure io li avevo. Ho tenuto però in cuore il suo problema e alla sera, andando a letto, ho chiesto a Gesù di pensarci lui. Tre giorni dopo un amico mi ha restituito la somma esatta per un paio di sandali! Subito sono corso ad acquistarli per quella persona. In seguito ho ricevuto un’altra piccola somma con la quale ho potuto comprare qualcosa anche per la mia famiglia. Pierre Joseph – Haiti Una vicina di casa era ricorsa a me per comprare il regalo di compleanno a suo marito. Già in passato le avevamo prestato dei soldi ed era stato molto difficile farceli restituire, per cui il primo pensiero è stato di trovare una scusa; ripensando però al “Date e vi sarà dato…”, ho deciso di accontentarla. Cinque minuti dopo arriva il postino con la notizia che avevamo vinto un viaggio di due settimane in Spagna. Probabilmente, facendo spese al supermercato, avevamo aderito ad un concorso, ma me ne ero dimenticata. È stato un colpo: Dio aveva risposto così velocemente al mio dare. E la sera dopo anche la nostra vicina ha restituito i soldi. Quella vacanza insperata mi ha permesso per la prima volta nella vita di recarmi all’estero. L’amore di Dio è davvero oltre misura. F. Gabi – Ungheria Nella nostra missione, per sopravvivere, occorre lavorare i campi appena arriva la stagione delle piogge. Mi rimaneva una zappa nuova; le avevo preparato un bel manico di ferro ed ero pronto a cominciare il lavoro con i miei confratelli. Arriva un anziano da un villaggio lontano con una richiesta: “Mi occorre una zappa!”. Tanti pensieri per la testa… poi quello decisivo: se dobbiamo essere pronti a morire per i nostri fratelli, cos’è una zappa in confronto alla vita? Quell’anziano parte strafelice con l’attrezzo legato sul portapacchi della bicicletta. Il giorno dopo, mentre sto riparando una radio, capto una trasmissione che parla di un centro lontano dove una Ong distribuirà attrezzi agricoli. Ci vado subito… Risultato: ricevo 200 zappe, 200 sacchi di cemento, sementi e altro materiale. Distribuisco tutto ai catechisti e ai cristiani più bisognosi. Pochi giorni dopo viene a trovarmi una delegazione di cristiani evangelici: “Tu pensi solo ai cattolici. E noi?”. Finisce che mi faccio convincere a fare insieme la stessa richiesta a quella Ong. Andiamo e… riceviamo 400 zappe, 200 sacchi di cemento e tanto altro materiale. Non si era mai visto un sacerdote cattolico e un pastore evangelico caricare tutto quel ben di Dio su un rimorchio! E non era finita lì. Dopo qualche giorno una delegazione della Chiesa kimbanghista mi convince ad andare anche con loro. Altri viaggi, altra provvidenza (200 zappe, sacchi di cemento e così via…). Se devo fare i totali, altro che centuplo!

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