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Cultura > Artisti

Daniele Derogatis, il teatro come casa

di Gabriella Marino

- Fonte: Città Nuova

L’itinerario artistico e personale di un attore che ha nel teatro musicale il suo ambiente naturale

Daniele Derogatis. Fonte: Daniele Derogatis.

Daniele Derogatis nasce a Foggia nel 1982, ma il suo vero luogo d’origine, artisticamente parlando, è il palcoscenico. Da quasi vent’anni la sua vita scorre tra sipari che si aprono, luci che si accendono e storie che prendono forma davanti a un pubblico. Il teatro musicale è il suo territorio naturale, lo spazio in cui recitazione, canto e movimento si incontrano e diventano racconto vivo. La formazione arriva presto e con maestri importanti. Si diploma all’Accademia Corrado Pani, diretta da Pino e Claudio Insegno, un ambiente in cui il lavoro dell’attore si costruisce attraverso lo studio della recitazione, della voce, della dizione, del corpo. Un apprendistato completo che prepara alla scena non come occasione, ma come mestiere.

Da allora la sua carriera si muove con continuità nel mondo del teatro musicale italiano. Nel corso degli anni Daniele attraversa produzioni molto diverse tra loro: da grandi spettacoli come Shrek il Musical, fino a titoli che hanno segnato il teatro musicale contemporaneo, come Ti amo, sei perfetto, ora cambia spettacolo che nel 2015 riceve il premio come Miglior Musical Off agli Oscar Italiani del Musical. Il palcoscenico diventa così un luogo di crescita costante. Musical, commedie, spettacoli teatrali, produzioni televisive: ogni esperienza aggiunge un tassello alla costruzione di un attore-performer completo. Negli anni, Daniele prende parte a numerose produzioni, collaborando con registi e artisti di primo piano del teatro italiano, fino ad arrivare ai grandi allestimenti più recenti, come My Fair Lady accanto a Serena Autieri e Moulin Rouge! Il Musical, nella regia di Massimo Romeo Piparo.

Daniele Derogatis. Fonte: Daniele Derogatis.

Parallelamente al teatro arrivano anche esperienze nel cinema e nella televisione. Nel film Se tu fossi me interpreta un ruolo da protagonista, mentre nelle serie e nei programmi televisivi continua a portare quella dimensione scenica che resta la sua cifra più riconoscibile. Ma ciò che colpisce davvero di Daniele non è soltanto la quantità di titoli o la varietà delle produzioni. È il suo modo di stare nel mestiere ARTE. Fuori scena è un uomo solare, ciarliero, sensibile. Ama la compagnia, il racconto, il clima di troupe che nasce tra prove, camerini e tournée. Eppure, quando si parla di lavoro, torna immediatamente serio, concentrato. Daniele non ama il pettegolezzo del mestiere, né le scorciatoie della visibilità: ha qualcosa dell’artigiano del teatro. Uno che resta lì, studia, prova, ricomincia. Lavora e studia, studia e lavora.

Negli ultimi anni il suo lavoro lo porta spesso sulle navi, dove il teatro incontra il viaggio, e il palcoscenico si affaccia come finestra sul mare. Il mare, per Daniele, non è soltanto uno sfondo: è una passione profonda. Forse perché, nella contemplazione dell’orizzonte infinito, si ritrova qualcosa di molto simile al teatro stesso — uno spazio aperto, dove ogni sera tutto può ricominciare. Nel musical, forse più che in altri linguaggi, l’artista deve essere completo: voce, corpo, presenza, ritmo. Non basta interpretare: bisogna vivere la scena con tutto se stessi. Ed è proprio questo che Daniele continua a fare. Con la disciplina di chi conosce il valore dello studio e con la leggerezza di chi sa che il teatro, prima di tutto, è un incontro. Ogni sera il sipario si apre, le luci si accendono, e una storia ricomincia. E per chi vive di palcoscenico, non è mai soltanto uno spettacolo.

È casa, è cuore.. è Daniele..

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