Dal freddo gelido al calore della fraternità

Il semplice incontro di un cittadino elvetico con un musulmano algerino.
Una strada con dei passanti

In gennaio ricevo l’invito a un incontro dei Focolari a Baar, nel Canton Zugo, dal titolo: “Musulmani e cristiani in dialogo. Ascoltare e vivere la Parola di Dio”. Il tema interreligioso mi interessa, ci andrei volentieri, ma non da solo: peccato non avere un amico musulmano da accompagnare!
Poco dopo però, rileggendo la Parola di vita del mese, vengo catturato da una frase: «Vedere in ogni persona il Cristo e mettersi al suo servizio». Con nuovo entusiasmo, mi reco a Zurigo per sbrigare alcune faccende. Cammino fra la gente, ma non come al solito. In ciascuno che mi passa accanto cerco di scorgere un fratello.
Ho bisogno di una giacca nuova ed entro in un negozio d’abbigliamento; mentre cerco quella che potrebbe fare per me, dal lato opposto dello stesso appendiabiti c’è un altro cliente che cerca. Il nostro sguardo si incontra e spontaneamente ci rivolgiamo la parola.
Per mezz’ora in piedi, tra il frenetico via vai della gente che approfitta del periodo dei saldi, lo sconosciuto mi racconta di sé: musulmano, proviene dall’Algeria, abita nei dintorni di Zurigo e cerca una giacca che lo ripari dal rigido clima al quale non è abituato. Dopo averlo aiutato nella scelta, ci avviamo verso un bar per bere un caffè.
Il nuovo interlocutore mi parla con rammarico della freddezza riscontrata qui fra la gente, di come si senta smarrito, lui che proviene da un Paese dove il rapporto è più immediato. Gli faccio osservare che non tutti sono così; ho tanti amici con i quali c’è quell’apertura che lui cerca. Lo invito quindi a passare con me una domenica per farglieli conoscere e ci mettiamo d’accordo per recarci a quell’incontro al quale avrei desiderato partecipare.
A Baar, grande è la sua sorpresa nel sentirsi di colpo trasferito in un altro mondo, accolto da persone che gli rivolgono la parola come a qualcuno da tempo conosciuto. Alla fine della giornata, sorridente, commenta: «A simili incontri potrei partecipare ogni giorno!».
Il mese successivo siamo di nuovo insieme per vivere un’altra giornata in cui il mio amico ritrova quella gente e quel clima di famiglia così desiderato da chi, per vari motivi, si trova trapiantato in un Paese diverso dal proprio per lingua, cultura, religione e…clima!

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