Da papa Francesco, le Scuole per la Pace

Nell’aula Paolo VI, circa 6000 persone rappresentative della Rete Nazionale delle Scuole per la Pace. Il Cardinal Mauro Gambetti ha detto ai ragazzi: «Contiamo su di voi per costruire la pace». In tanti: «La cura l’uno per l’altro è l’unica via per la pace»
Studenti durante l'udienza con papa Francesco all'incontro della rete nazionale delle Scuole per la Pace in Aula Paolo VI, 19 aprile 2024. ANSA/MAURIZIO BRAMBATTI

In migliaia, venerdì 19 aprile, sono state le persone – fra giovani studenti, insegnanti, dirigenti scolastici della Rete nazionale delle Scuole per la Pace – che hanno aderito all’invito di papa Francesco e hanno affollato l’Aula Paolo VI, per divenire “costruttori di pace”.

L’evento, promosso dai rappresentanti delle organizzazioni firmatarie del Patto di Assisi, e diretto dal Coordinamento Nazionale Enti Locali per la Pace e i Diritti Umani, è parte integrante del Programma nazionale di educazione civica 2023-2024 intitolato “Trasformiamo il futuro. Per la pace con la cura”.

Un progetto sulla pace, a cui tantissimi liceali – come quelli della Scuola Galileo Galilei di Palermo (in foto) – lavoravano da mesi, con percorsi formativi e attività svolte sul tema, ignari che sarebbe, tuttavia, culminato con la grande chance di partecipare all’udienza col santo padre. E questi giovani, in rappresentanza di 137 Scuole per la Pace, provenienti da 94 città di 18 regioni italiane, sono giunti, festosi, a Roma. Ognuno desideroso di portare un omaggio al pontefice: un cartellone, una lettera, dei fiori di carta, scatole contenenti idee, propositi, preoccupazioni, obiettivi raggiunti… Segni, cioè, tangibili d’amore, da anteporre al mondo crudele e in guerra che affligge la loro Storia, che vorrebbe tarpare le ali al loro esserci.

Il papa li ha subito fortificati, dicendo d’essere «protagonisti, non spettatori del futuro», attori attivi in un “palcoscenico” che devono aver la forza di migliorare, giorno dopo giorno, partendo dal concetto del “noi”, dall’importanza d’agire per il bene di tanti, insieme.

ANSA/MAURIZIO BRAMBATTI

Al centro dell’incontro, intervallato da momenti musicali (come quello della cantautrice Erica Boschiero, con una canzone nata dalla filastrocca di Gianni Rodari “Dopo la pioggia”) e di riflessione, come quello della sindaca di Assisi e degli stessi studenti, le parole di papa Francesco. Il pontefice, dopo aver ringraziato i ragazzi, li ha spronati a trovar sempre le “strade giuste” per arrivare ad una «nuova visione del mondo che, inseguendo ideali di bellezza e bontà, possa portarli a lavorare nel cantiere del futuro, senza lasciarsi sopraffare da una vita che rischia, se no, d’essere minacciata solo da ingiustizie e disuguaglianze ingiustificabili e insopportabili».

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A conclusione dell’evento, è stato ricordato che il 24 e 25 maggio prossimo sarà la volta della Giornata mondiale dei bambini (a cui è già possibile iscriversi online) e che il prossimo settembre avverrà, invece, a New York, il Summit del Futuro, convocato dall’Onu per affrontare – ha detto il santo padre – «le grandi sfidi globali di questo momento storico». «È un evento importante ‒ ha sottolineato il papa ai giovani ‒. C’è bisogno anche del vostro contributo, perché non rimanga soltanto sulla carta ma diventi concreto e si realizzi attraverso percorsi e azioni di cambiamento».

«Cari ragazzi, cari insegnanti – ha concluso –, si tratta di un sogno che richiede d’essere svegli e non addormentati. Lo si porta avanti lavorando, non dormendo, camminando per le strade, non sdraiati sul divano, usando bene i messi informatici, non perdendo tempo sui social. E poi ascoltate bene: questo tipo di sogno si realizza anche con la preghiera, cioè insieme con Dio e non con le nostre sole forze».

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