Da casa inizia la rivoluzione energetica

Da qualche mese è morta la lavastoviglie. Prima o poi la sostituiremo, ma il lavaggio a mano, che abbiamo dovuto adottare, da un lato mi scoccia, ma da un altro lato comporta un risparmio energetico che mi gratifica. Ecco che cosa si va diffondendo in Italia senza clamore e senza una particolare cultura ambientalista: è l’attenzione, fatta di sensibilità e nutrita da scelte personali apparentemente piccole ma convinte, all’uso accorto dell’acqua e della luce, della carta e dell’auto. Sino a poco fa, avere certe premure nei confronti dell’ambiente era una vera scocciatura, ora invece si va ampliando la cerchia di quanti sono gratificati da certi comportamenti ecovirtuosi. Certo, stanno contribuendo alcuni fattori sino a poco fa impensabili: le sempre più deleterie emissioni di biossido di carbonio, il rapido surriscaldamento del pianeta, la banchisa polare in liquefazione, il Po in secca per un inverno temperato e asciutto, la prospettiva di un’estate ad acqua contingentata. Cosicché, stanno diventando meno insensibili anche i più arcigni indifferenti ad ogni responsabilità ambientale. Figuriamoci, quelli consapevoli, come Claudia Furlotti Simonazzi, che vive nella bella e accogliente Mantova. È lei che ci ha fatto sapere del funesto evento della lavastoviglie ko. Il mio modo di vivere il risparmio energetico – ci scrive – è strettamente legato ad una forte convinzione ecologica, nonché all’amore nei confronti delle generazioni future. Proprio vero. Non si tratta soltanto di sentirsi vincolati ad una serie di obblighi ambientali, né di spegnere un po’ di luci per risparmiare sulla bolletta. La nuova frontiera è una cultura della piena cittadinanza, ovvero la consapevolezza di essere cittadini sia del proprio comune, che dell’intero pianeta. E questo comporta l’adozione di nuovi stili di vita, nonostante il massiccio sforzo d’imbonimento operato dal sistema economico occidentale, ancorato alla logica del consumo e dello spreco. Uso frequentemente la bicicletta – continua Claudia -; utilizzo le pile sino ad esaurimento, passandole ad apparecchi (dagli orologi da tavolo alle sveglie) che richiedono un’energia modesta; riciclo tutti i materiali possibili; faccio la doccia e non il bagno: sempre misurato il consumo d’acqua calda; utilizzo la lavatrice solo alla sera; in casa, il riscaldamento non supera i 20 gradi; in famiglia, ci impegniamo a spegnere tutte le spie luminose (tivù, computer, spazzolino elettrico, lettore dvd…). Le sue scelte hanno riguardato anche l’auto. Ne abbiamo comprata una di cilindrata contenuta e con forma aerodinamica (non certo un Suv). Cerco di utilizzare l’auto a pieno carico umano e ho modificato il modo di guidare: non più rapide accelerazioni, né inutili corse verso il semaforo rosso, attenta ad una velocità contenuta. È un portento, questa donna mantovana. Un esempio tanto fulgido, da risultare quasi inimitabile. Invece, è una delle tante persone che – senza attendere editti del governo di turno (anche se resta doveroso pungolare presidente del consiglio e sindaco) – ha deciso di scommettere in proprio, incominciando a cambiare il mondo da casa. Un merito, comunque, le va riconosciuto. È stata la prima a rispondere all’invito a collaborare da parte della nostra rivista, al termine di un servizio, tre numeri fa, sulla svolta ambientalista dell’Unione europea. La mia famiglia – ci comunica un altro lettore, Vittorio Montironi – cerca di essere ecosostenibile nelle piccole cose di ogni giorno, evitando sprechi di energia e di acqua e, per quanto possibile, amare questa Terra meravigliosa. È convinto che c’è una sensibilità ambientale da radicare nella nostra cultura e nel nostro stile di vita, per cui in famiglia c’è anche l’impegno a diffondere questa cultura alle persone che frequentiamo. Molte novità si diffondono attraverso i comportamenti personali. Si può far scorrere l’acqua per la durata del lavaggio dei denti, oppure può bastare quella posta in un bicchiere. Si può mettere in carica per l’intera notte il telefonino, l’mp3, ecc., oppure solo il tempo necessario. Si può gettare nel cestino una stampa errata, oppure utilizzare in altro modo l’altra faccia del foglio di carta. A noi, la scelta. Per la verità, c’è bisogno anche d’informazione. Le associazioni di tutela ambientale forniscono ricca documentazione, come pure quelle a tutela dei consumatori, che prendono in castagna anche ministri in carica: Si fa riferimento – ha stigmatizzato l’Adiconsum – alle lampadine e ai frigoriferi, dimenticando che il primo e grande spreco nelle famiglie sono i forni e le nuove cucine elettriche. Informazione: quanta necessità! Leonardo Melle vuole sapere di più riguardo all’energia rinnovabile ed è interessato all’installazione di pannelli fotovoltaici. Corinna Valli racconta: Mia sorella abitava in un paesino del Chianti e qual- che anno fa fece richiesta al comune per il permesso d’installazione di pannelli solari sul tetto dell’abitazione; le fu negato a motivo dei vincoli paesaggistici. E chiede: Pensate che in una città come la mia – Siena – sarebbe possibile impiantare sui tetti batterie solari o cellule fotovoltaiche? E quante città nelle stesse condizioni?. Attenzione!, manda a dire Daniele Gallori, che segue la rivista da Parigi, Non tacete sui gesti energivori: da 110 a 180 km orari ci vogliono decine di chilowatt di troppo, per un tragitto in macchina di 3-4 km in città servono i 10-20 chilowatt di un motore poco utilizzato, per il condizionatore ci vuole un chilowatt. Commenta: Se si vuole sperare di ottenere una riduzione del 20 per cento di gas a effetto serra, i veri risparmi sono quelli scritti sopra e nell’ordine di consumo . È distante 4 chilometri dalla stazione, e li percorre in bicicletta. Se usasse l’auto, avremmo mezza tonnellata di gas nell’aria all’anno. Non si tratta di mettere in crisi il nostro sistema di vita – sostiene Gallori – ma almeno il nostro sistema di spreco. Chiude: Una Mercedes dà un po’ di comfort in più, ma si dovrà pure arrivare ad avere l’auto più piccola, sennò il 20 per cento in meno di biossido di carbonio resta un’utopia. Scegliere l’auto in base allo stato di salute del pianeta è un’operazione difficile davanti alle sirene delle case produttrici. Figurarsi la casa. Siamo in due, trentenni e appena sposati. Tanti auguri! Abbiamo cercato e trovato una casa in campagna a sette chilometri da Grosseto , riferisce Alessandro Giannini. Motivo? Fare a meno del condizionatore in estate, ombreggiando di giorno e ventilando di notte. Per andare a lavoro, da aprile a settembre usiamo biciclette a pedalata assistita, quelle con la batteria. Nella casa, tante scelte per ridurre i consumi: niente lavastoviglie; docce aerate e rompigetto aerati per risparmiare acqua, che viene scaldata solo prima di farsi la doccia; lampadine con il minor impatto possibile; riscaldamento con il caminetto, salvo ricorso alla vecchia caldaia a gasolio. Ancor più si può fare se si sceglie di costruire il proprio nido. Fabio e Cristina Iurlaro si sono trasferiti con le tre figlie, per ragioni di lavoro, nel Friuli, a San Vito al Tagliamento. Basta con l’affitto!, hanno sentenziato. Sono conquistati dall’idea di una casa a basso consumo energetico. Era anche quella una scelta di vita che facevamo per i nostri figli, e non solo per i nostri. Ammirevole, ma complicato, perché c’era da coniugare, sin dai primi passi della progettazione, l’aspetto architettonico con il calcolo termico e strutturale. Servivano materiali ad elevata prestazione tecnica con costi finali più elevati rispetto al sistema tradizionale. Abbiamo deciso di contemperare le varie scelte: 1.500 euro per metro quadrato, in linea con gli edifici tradizionali. Sono soddisfatti. Ne valeva la pena. Il bilancio energetico ottimizza l’apporto solare, grazie ad una copertura regolabile in ogni periodo dell’anno,mentre il riscaldamento a pavimento necessita di temperature d’acqua minori rispetto al sistema con termosifoni ed è collegato ai pannelli solari sul tetto della casa che coprono il fabbisogno d’acqua calda per dieci mesi l’anno (l’apporto si riduce al 30 per cento in dicembre e gennaio). I pavimenti del piano terra sono in materiale ceramico di colore chiaro per riflettere la luce e il calore del sole. I tecnici dell’agenzia CasaClima della provincia di Bolzano, tra i pochi enti certificatori, hanno assegnato alla costruzione il massimo dei voti, categoria A Gold. In altre parole, un appartamento tradizionale di 100 metri quadrati consuma 1600 litri di combustibile all’anno, nella casa degli Iurlaro ne servono solo 80. Oltre a più contenute bollette del gas e dell’energia elettrica. Per noi, un bel risultato, ma anche un incoraggiamento per tanti altri. PICCOLI GESTI, GRANDE RISPARM ACQUA • Fare la doccia invece del bagno: servono 100 litri in meno. • Usare lavatrice e lavastoviglie solo a pieno carico. Si possono risparmiare 8.000-11.000 litri d’acqua all’anno. • Per lo scarico del water, installare cassette a due pulsanti per scegliere tra due diverse quantità d’acqua. • Adottare economizzatori idrici su rubinetti e docce: immettono aria nel getto, con un risparmio sino al 50 per cento. • Innaffiare il giardino a sere alterne e non tutti i giorni. ENERGIA ELETTRICA • Se hai uno scaldabagno elettrico, punta il termostato a 50°C, tienilo acceso solo otto ore, magari in quelle notturne, risparmierai 854 euro in bolletta. • Sostituisci cinque lampadine da 100 W ad incandescenza con le equivalenti (da 20 W) a basso consumo, risparmierai 70 euro. • Fai cicli di lavaggio a 40° invece che a 90°, la bolletta si ridurrà di 50 euro. • Spegni la spia del tuo televisore e beneficerai di 32 euro. • Condizionatore: non oltre i 6°-7° di differenza con l’esterno. • Riscaldamento: temperatura tra i 18° e i 20°, di notte 16°. (fonte principale: Legambiente) PANNELLI SOLARI E FOTOVOLTAICI • L’installazione di pannelli solari, gli interventi sull’abitazione per ridurre i consumi energetici, la sostituzione di caldaie con quelle a condensazione e l’acquisto di frigoriferi a basso consumo sono detraibili dall’imposta lorda del contribuente. • Per i pannelli fotovoltaici è previsto un contributo per ogni chilowattora prodotto (conto energia) oltre alla possibilità di detrarre dalla bolletta elettrica l’energia autoprodotta. Lo prevede il decreto 19.02.2007. Per dettagli: www.adiconsum.it e www.casarinnovabile.it

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