Cuori

Un agente immobiliare alla prese con una difficile coppia di clienti, con una sorella dedita agli appuntamenti al buio con uomini contattati tramite annunci sui giornali e che incontrerà una sera proprio l’uomo della coppia di clienti del fratello, che a sua volta passa le giornate in un bar intrattenendosi con il barman, che accudisce il padre vecchio e malato avvalendosi di badanti, tra cui la collega dell’agente immobiliare, donna sola e timorata di Dio ma che in privato ama riprendersi con la videocamera in atteggiamenti provocanti… Dalla piece di Ayckbourn, Alain Resnais mette in scena con straordinaria maestria un film limpido e incantevole, dove grazia, leggerezza e sentimenti distillano in maniera eterea un racconto corale e appassionato sulla solitudine e sulla ricerca della felicità. I cuori del titolo sono quelli dei sei protagonisti che fremono per uscire dal guscio ormai svuotato delle loro esistenze, alla ricerca di calore umano, di una scintilla che riaccenda l’amore per la vita, di una svolta che consenta di sfuggire alla solitudine a cui il caso o gli errori del passato li hanno condotti. In questo intrecciarsi di vite e di sentimenti, Resnais si muove con eleganza avvicinandosi ai personaggi con partecipazione, con una regia impreziosita da una varietà di inquadrature e piani sequenza che riprendono le scene da ogni angolazione possibile. È straordinaria la lucidità con cui il regista di Hiroshima mon amour e Smoking/No smoking, classe 1922, riesce a descrivere queste parabole sulla provvisorietà dell’esistenza dosando con estrema cura intimismo, umorismo e senso del dramma. Cuori è un gioiello che lascia il segno, raro esempio di un cinema che torna, finalmente, all’essenzialità della narrazione, restituendoci tutta intera l’impalpabile magia della settima arte. Regia di Alain Resnais; con André Dussollier, Laura Morante, Pierre Arditi, Isabelle Carré, Lambert Wilson, Sabine Azéma.

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