Costruire ponti tra le fedi: la misericordia nel Corano

Il Giubileo straordinario che si apre l’8 dicembre è anche un’occasione per approfondire il tema della misericordia nelle tre grandi religioni monoteiste. Nostra intervista a Cenap Aydin.
Cenap Aydin

Il Giubileo straordinario che si apre l’8 dicembre è  un’occasione per approfondire il tema della misericordia nelle tre religioni monoteiste. Papa Francesco nella Bolla di indizione Misericordiae Vultus scrive che: «La misericordia possiede una valenza che va oltre i confini della Chiesa. Essa ci relaziona all’Ebraismo e all’Islam, che la considerano uno degli attributi più qualificanti di Dio. Questo Anno Giubilare vissuto nella misericordia possa favorire l’incontro con queste religioni e con le altre nobili tradizioni religiose; ci renda più aperti al dialogo per meglio conoscerci e comprenderci; elimini ogni forma di chiusura e di disprezzo ed espella ogni forma di violenza e di discriminazione». Cominciamo il nostro viaggio attorno al tema della misericordia con Cenap Aydin, direttore dell’Istituto Tevere di Roma, un centro per il dialogo interculturale ed è docente di “Fondamenti, origine e storia dell’Islam” nell’ambito del Mater di mediazione culturale e religiosa presso l’Università pontificia salesiana. Originario di Istanbul, vive a Roma dal 2004.

Come si applica l'esercizio della misericordia da parte del fedele musulmano? Mi sembra non si limita ai suoi compagni di fede, ma si estende a tutte le creature, umane e non umane e alla natura? Anche ai non musulmani?

«Proprio così. Ce lo dice esplicitamente anche il Profeta Muhammad (pbsl) in diversi detti; in uno, ad esempio, si riporta: “Dei misericordiosi ha misericordia il Misericordioso: abbiate misericordia di coloro che sono sulla Terra, Colui che si trova nel Cielo avrà misericordia di voi”. (Narrato da Abu Dawud 13/285, at-Tirmidhi 6/43).
Nessuna condizione è posta alla misericordia. Si tratta di una misericordia nei confronti di tutti gli esseri umani, senza distinzione di nessun genere, e per tutte le creature.
L’accoglienza incondizionata esercitata nei confronti del bisognoso è in realtà “accoglienza di Dio” che si presenta nascosto in chi è povero, debole, mendicante di ristoro…
Inoltre, se crediamo che la misericordia è uno degli attributi di Dio, che la esercita nei confronti di tutte le Sue creature, siamo invitati anche noi a manifestare la misericordia  nella vita quotidiana, nei confronti di tutti, indipendentemente dalla cultura o dalla religione».

In che cosa potrebbe manifestarsi la misericordia nella società italiana? In quali campi d’intervento? E nella Turchia di oggi?

«Anzitutto in tutti i Paesi del mondo la misericordia dovrebbe manifestarsi per costruire la pace di cui l’umanità è assetata. Coltivare la misericordia permetterebbe anche di rispondere a molte delle emergenze e dei problemi che attanagliano la società odierna. Rivivificherebbe o rafforzerebbe in noi lo spirito dell’accoglienza di chi ha bisogno, del rifugiato, dello straniero, aprendo le porte alla conoscenza reciproca e abbattendo gli inutili e dannosi muri del razzismo e della xenofobia per gettare invece i ponti costruiti valori comuni. La misericordia in ambito economico potrebbe manifestarsi con l’aiuto ai poveri e una equa redistribuzione delle risorse. La Turchia, attraversata da una triste crisi, necessita più che mai della convivenza pacifica. La misericordia, manifestata in tutti i livelli della società, diventerebbe la scintilla che porta a riscoprire la comune umanità e la fratellanza tra le diverse etnie presenti nel Paese e a riconoscere e rispettare i diritti di ognuno».

«Noi prevediamo per loro: vita per vita, occhio per occhio, orecchio per orecchio, dente per dente, e per le ferite, la legge della equitá. Ma, chiunque persegue l'equitá per via della caritá, quella sará per lui una espiazione» (Q.5.45). Il Corano incoraggia la misericordia? Perché si sottolinea spesso nei media, una visione più violenta del Corano?».

«Islam è una religione di pace. Il Corano vieta il terrore, l’oppressione, la tirannia, la violenza e incita la pace. C’è chi lo strumentalizza deviandolo dal suo messaggio autentico al fine soddisfare il proprio desiderio di potere o per altri interessi, con azioni violente e criminali che sono senza dubbio da respingere e condannare fermamente.
Putroppo spesso nei media, consapevolmente o inconsapevolmente, viene trasmessa un’immagine dell’islam in netta contrapposizione con la sua essenza, un’immagine intollerante, violenta, opprimente; probabilmente ciò è dovuto alla ricerca del sensazionalismo. Tuttavia l’irresponsabilità nella trasmissione delle notizie, la disinformazione e la distorsione possono portare a dei risultati disastrosi, aumentare i pregiudizi, alimentare il razzismo e lo xenofobia, l’intolleranza e la paura del diverso, arrivando a considerare la semplice appartenenza ad un credo come motivo di minaccia alla sicurezza sociale. I media se utilizzati in modo responsabile possono aiutare notevolmente a creare un clima di convivenza pacifica tra le diverse religioni, a partire proprio da una informazione corretta e consapevole».

Qual è il significato della misericordia nell’Islam?

«Nell’Islam possiamo considerare la divina misericordia come una delle chiavi di lettura della relazione tra l’uomo e Dio e dell’agire di Dio verso tutte le sue creature. La misericordia è un tema frequentemente ricorrente nel Corano: 113 delle 114 Sura (Capitoli) del Corano, eccetto la IX Sura, si aprono con l’invocazione: “Nel nome di Dio, il Misericordioso, il Compassionevole”.
Pertanto nell’Islam, Dio si presenta anzitutto come il Misericordioso, dimostrandolo attraverso le Sue azioni e per tutte le Sue creature. Così il creato è accompagnato costantemente dalla misericordia. Essa è spesso citata assieme al perdono, evocando così Dio il Perdonatore. La misericordia richiede l’amore, si manifesta nel perdono e apre le porte all’accoglienza.
Questo dato da solo è un chiaro invito ai fedeli musulmani di ricordare la misericordia divina e di relazionarsi con il creato sviluppando la qualità della misericordia».

Vista da un musulmano, che significato può avere l’Anno Santo della misericordia proclamato da papa Francesco?

«Riprendendo la Misericordiae Vultus di papa Francesco possiamo dire che la misericordia mette in relazione le tre religioni monoteiste, che “la considerano uno degli attributi più qualificanti di Dio. Anch’essi credono che nessuno può limitare la misericordia divina perché le sue porte sono sempre aperte”. L’Anno della Misericordia permetterà ai fedeli delle tre religioni monoteiste in primis di riscoprire le radici comuni, tra le quali figura appunto anche la misericordia. Questa è strettamente legata con l’accoglienza e l’ospitalità ‒ e qui non possiamo non ricordare l’ospitalità di Abramo. Le radici comuni faciliteranno la costruzione di ponti tra i fedeli delle diverse religioni, permettendo di approfondire il dialogo autentico, peraltro già incominciato in diversi ambienti. Il dialogo facilitato da questa radice comune come un circolo virtuoso ci aiuterà a vedere e comprendere i valori profondi, di riscoprire la grande famiglia umana alla quale tutti apparteniamo, portando alla convivenza pacifica. Si possono ben immaginare le conseguenze positive di cui possono giovarsi le società attuali, attraversate dalla paura, dalla violenza…e assetate di pace». 
 

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