Costi extra e canali prioritari

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Nelle nostre società di mercato nessuno ormai si stupisce più nel vedere il denaro utilizzato come strumento per regolare la vita in comune. Nei treni, nella posta, nei voli aerei, negli alberghi, nelle cliniche, più paghi meglio sei trattato: viaggi più comodo, hai la stanza singola, e la tua lettera prioritaria arriva prima. Che cosa c’è di male? È un meccanismo che tutto sommato funziona, e soprattutto funziona in modo semplice. Che c’è di male, poi, se alcune compagnie aeree americane offrono la possibilità a chi vuole viaggiare più comodo di volare in economy plus con soli 69 euro extra? E perché non gioire se oggi le compagnie aeree ecologiche offrono la possibilità ai passeggeri sensibili ai danni ambientali di pagare un extra- costo che verrà utilizzato per piantare alberi che compensino l’emissione di Co2 di quel volo? È il mercato che fa il suo mestiere di allargare le opportunità di scelta, inventando nuovi contratti che avvantaggiano clienti e imprese. Quando però vediamo che in alcuni Paesi oggi è possibile, pagando un costo extra, ottenere dalla pubblica amministrazione pratiche e certificati più velocemente, comincia a sorgere il sospetto che forse qualche cosa di male ci può essere. E iniziano a nascere alcune domande, del tipo: Ma perché i cittadini più ricchi sono cittadini di serie A, e i meno abbienti di serie B?; Ma i cittadini non sono tutti uguali nei confronti dello Stato?; Perché deve essere il mercato, e il denaro, a regolare tutti i rapporti umani?… Se affidiamo al mercato tutta la vita in comune, un domani, per esempio, avremo processi penali per cittadini solventi che durano un mese e processi per cittadini meno solventi che durano cinque anni; o, perché no?, seggi elettorali a due binari: chi paga non fa la coda, o vota da casa. Domande difficili, e sempre più rare in una società addormentata eticamente. Vorrei vivere in una società dove ogni successo della pubblica amministrazione nel ridurre i tempi di pratiche e certificati sia ripartito su tutti i cittadini, indipendentemente dal reddito; dove se a prendere l’aereo è una persona di due metri, o incinta, possa volare più comoda anche se povera, e dove sia il bisogno, non il censo, a indicare le priorità. La democrazia è un albero fragile: per due secoli democrazia e mercato hanno viaggiato assieme. Oggi siamo di fronte ad un momento di svolta e di crisi: dobbiamo vigilare molto affinché le conquiste economiche e la comodità del mercato non siano barattate con diritti di cittadinanza frutto di secoli di civiltà.

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