Cosi fan tutte

Non direi, ma per Da Ponte-Mozart, cinicamente sì. Ognuno è un doppio di sé stesso: mascherandosi svela il suo vero essere, come accade ai due giovani Ferrando e Guglielmo che travestiti da albanesi si misurano con la leggerezza propria e delle innamorate Fioridiligi e Dorabella. Solo Don Alfonso e Despina sono autentici, il primo perché vecchio e disincantato, la seconda è una serva, non deve recitare nella vita. Sulla trama esile, Mozart inventa il gioco sentimentale- musicale che non conosce il dramma di un Don Giovanni o le follie delle Nozze. Tutto pare liscio, la scrittura orchestrale è di una trasparenza rara, le voci melodizzano arie e concertati, il lieto fine è assicurato, ma l’inquietudine cova sotterranea, oltre i doppi sensi letterari e la superficialità morale. Mozart crea oasi di pace assoluta che rarefanno l’azione e sublimano l’amaro della commedia, ma l’opera risente di una certa maniera, segno di u n disagio superato forse nel Flauto. Gianluigi Gelmetti, direttore e regista, mette il Settecento in veste di coristi che guardano la commedia, posta nella Villa dei Misteri pompeiana, che diventa topos di un mondo ove saggezza disillusa e frivolezza amorosa guidano la vita, come nello scorcio illuministico in cui vive Mozart. Certo, fra tante modernizzazioni cui l’opera oggi è sottoposta, questa anticipazione alla Romanità è cosa davvero originale. Riuscita, perché lo spettacolo è colorato, gradevole (anche se talora un po’ sovraccarico), coinvolgente e si sa fermare per ascoltare i cantanti e gioire della bellezza della musica. L’orchestra, specie i legni, è melodiosa e carezzevole (forse i violini andrebbero lasciati cantare di più…); il cast vede Bruno Praticò valido debuttante in Don Alfonso, Vittorio Grigolo che ne Un’aura amorosa regala l’emozione di un canto legato di grande soavità e forza e duetta col sempre nobile Massimiliano Gagliardo, una scatenata Laura Cherici (Despina) e le due brave innamorate, Anna Rita Taliento e Laura Polverelli. Cosa avrebbe detto Wolfgang della sua ultima commedia proiettata nella Pompei vesuviana? Credo avrebbe sorriso: la vita gli stava insegnando a veder tutto con distacco. E a gioire serenamente, quand’era possibile. Com’è accaduto, grazie alla fantasia di Gelmetti e compagni. CLASSICADISCHI. Alessandra Celletti, nota pianista romana, esegue Metamorphosis di Philip Glass, suo quarto cd, in cui le vibrazioni matematiche trasbordano in liquidità sonore che, grazie ad un tocco delicato e a un fraseggio compiuto, creano un cerchio magico di armonie. Da non perdere. (Kha.it 2005) EVENTI. Ravenna Festival (18/6-24/7) apre con Faust, comprende balletti (Marta Graham Company, R.Bolle), orchestre ospiti (Teatro Marinskji, London Sinfonietta, Filarmonica Slovena, Giovanile L.Cherubini), musicisti (Uri Caine). Oltre al teatro e al sacro, da non perdere Riccardo Muti (29/6, 7/7, 3/7).Tel. 0544 – 249211. Spoleto Festival (1-17/7). Apre il 2/7 in piazza con il pianista Thibaudet in Beethoven, prosegue col Ferdinando di Haendel, chiude con Temirkanov e la Filarmonica di San Pietroburgo. Il cinema vede la rassegna su Bruno Rubeo, la danza con J.M.Carreño. tel. 06/4825370.

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