Cosa vedere a luglio?

L’offerta al cinema è varia e per tutti i gusti. Una panoramica sintetica su alcuni film che consigliamo di non perdere
L'attrice e regista Valeria Golino al Festival di Cannes, 22 maggio 2024. Ansa (Photo by Pascal Le Segretain/Getty Images)

Vi piace Valeria Golino, attrice ed ora regista de L’arte della gioia, filmone in due puntate? È la Sicilia catanese della prima guerra mondiale e la piccola Modesta, pastorella sulle colline dell’Etna, violentata dal padre, con una sorella handicappata, scappa dalla casa in fiamme e viene accolta dalle suore. La madre badessa (Jasmine Trinca) la fa crescere, si affeziona fin troppo, e poi la manda dai suoi parenti nobili. La ragazzina diventa donna, scopre la libertà e il piacere, è anche intelligente e subdola, una arrampicatrice libera e amorale che desidera solo una cosa: essere sé stessa, vivere pienamente. E lo otterrà.

Il filmone tratto dal racconto postumo di Goliarda Sapienza ha molto della fiction parastorica: ambientazioni bellissime, fotografia d’arte, grandi attrici come la principessa mortifera Valeria Bruni Tedeschi, ed ovviamente trasgressioni ma finalizzate al racconto. L’affresco funziona, mai pesante, narrativamente ben sceneggiato. Per chi ama gli ampi racconti del passato che guardano (o cercano di guardare) con l’occhio del presente al femminile.

Altra cosa è invece Io e Sissi ‒ in uscita il 4 luglio –, splendido ritratto della celebre imperatrice. Non al culmine del suo fulgore giovanile, ma quando donna matura,  impaurita dalla vecchiaia, libera dalla corte, fumatrice, cavallerizza, disinibita, scorrazza tra Corfù Londra e la Svizzera con una compagnia di quasi sole donne, fra cui la contessa Irma, che l’accompagna in giro per il mondo senza programmi e con molte eccentricità. Non è il solito film in costume – anche perfettamente ambientato nelle scene e nei costumi ‒, ma un ritratto che analizza una donna irrequieta (Suzanne Wolf) che vive una amicizia profonda con la contessa Irma (Sandra Huller, la magnifica attrice di Anatomia di una caduta), la quale vive solo per lei e le sta vicino sino alla fine. L’attesa della morte, secondo la regista Franke Finsterwalder, è il filo rosso del lungo, colorato racconto. Ben oltre gli spettacoli della natura, i costumi, le follie, lo spettro della fine aleggia e accompagna Sissi con una soffice malinconia. L’ossessione per la giovinezza e la paura della vecchiaia sono sentimenti molto attuali e perfettamente resi in un film che non è solo estetica, ma attenzione alla persona e ai suoi drammi.

Per chi ama Marcello Mastroianni, nato cent’anni fa, è il caso di fermarsi a vedere Marcello mio di Christophe Honorè, dove la figlia Chiara veste i panni del padre, riuscendovi molto bene. Un atto d’amore per un uomo-simbolo del cinema non solo italiano, vivo ancora oggi.

Infine, per gli innamorati degli Usa a cavallo tra gli anni ’60 e ’70, ecco The Bikerides con Jeff Nichols a dirigere una squadra di terribili e temibili motociclisti nati per essere selvaggi. Mentre per le famiglie è una bella cosa tornare in sala a rivedere Inside Out seconda puntata, emozione al punto giusto. Buona visione.

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