Correre lontano

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La necessità di essere competitivi nello studio o nel mondo del lavoro ci spinge a correre senza fermarsi troppo a riflettere e a scegliere il cammino; d’altra parte la possibilità di sposarsi e l’ingresso reale nel mondo del lavoro lo si vede sempre più come un futuro lontano e non sicuro. Come non cadere, tirati da questa duplice tensione, nello stress?. Francesco – Napoli ? Nonostante il ritmo intenso che la società cerca di imprimere al nostro cammino, mi colpisce vedere giovani che, pur coscienti di quanto contino i mesi nel poter far carriera, interrompono i loro studi per vivere esperienze forti di impegno e donazione (come il servizio civile) o per fermarsi a riflettere e a costruire relazioni autentiche con altri e con Dio (ad esempio in scuole di formazione spirituale o sociale). Non sono tanti, perché ci vuole coraggio a farlo, ma sono segno che è sempre e ancora possibile scegliere quale cammino prendere e con quale ritmo. Per questo, anche chi continua il suo impegno nello studio, puntando a terminare il più velocemente possibile, non deve farsi trascinare dalla fretta che pare condurre tutti, ma che spesso poi produce l’effetto opposto, causando un tale stress da bloccarci e da farci sembrare il punto di arrivo irraggiungibile. Riprendiamoci, allora, il diritto di scegliere e di vivere con serenità il correre del tempo senza farci sballottare. Come? Restando fissi nel presente. Non però in quell’istante presente che ci ricorda, ad esempio, il film L’attimo fuggente, e che può apparire una fuga dai rimorsi del passato e dalle paure del futuro e che, sganciato da tutto, ci lascia spesso nell’insicurezza. Ma restare nell’attimo presente, che è una dimensione che riguarda di più lo spirito e che ci porta pace e coraggio. Infatti, nel presente vissuto con pienezza sentiamo che possiamo farcela, nel presente riviviamo il passato e lo vediamo come un cammino non casuale, nel presente immaginiamo con serenità il futuro e ci prepariamo ad affrontare il primo passo: quello che ci porterà, presente dopo presente, alla mèta. Non ci verrà naturale vivere così: occorrerà esercizio, aiuto degli altri, ricerca sincera delle motivazioni profonde della vita. francesco@loppiano.it

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