Coronavirus, Puglia in allarme per la mancanza di mascherine

Il governatore Michele Emiliano reclama i dispositivi di protezione individuale, mentre Antonio Decaro, sindaco di Bari e presidente dell’Anci, controlla il territorio per evitare assembramenti.

Pier Luigi Lopalco, epidemiologo impegnato nella task force per l’emergenza coronavirus in Puglia, parla di cifre più confortanti riguardo i contagi nella Regione, poiché si riesce ancora ad essere al di sotto dei 2000 casi previsti all’inizio dell’emergenza: al momento infatti i casi sono 1.864. Il governatore Michele Emiliano reclama i dispositivi di protezione individuale, mentre Antonio Decaro, sindaco di Bari e presidente dell’Anci, annuncia le misure economiche relative ai 400 milioni destinati ai Comuni. Sono loro tre i punti di riferimento pugliesi per capire i “sintomi” e gli umori di questa pandemia.

L’emergenza coronavirus desta molta preoccupazione, in Puglia, a causa dei dati che cambiano di giorno in giorno. Nella Regione si sfiorano i 2000 contagiati, con oltre 700 ricoverati e 57 i guariti (in aumento nei primi giorni di aprile). In qualche modo le cifre confermano le previsioni, anche se non si può parlare di picchi di complicata gestione com’è avvenuto a metà marzo. A far riflettere la gente è il caso di un cinquantenne risultato positivo al coronavirus, ma denunciato per epidemia colposa poiché non stava rispettando la quarantena domiciliare.

Le sanzioni per il mancato rispetto delle norme per il contenimento del contagio, solo nella provincia di Bari ammontano a più di 700. Tutto ciò non può mettere in secondo piano l’incredibile sforzo dell’intera comunità: oltre al lavoro dello staff medico-sanitario, confortanti sono i comportamenti dei cittadini confinati in casa, come sottolineato dall’epidemiologo Lopalco.  Il sindaco Decaro, però, continua le sue perlustrazioni cittadine nei mercati, nei supermercati e nei luoghi pubblici dove sono stati segnalati assembramenti. Il primo cittadino barese comunica in modo molto diretto con la gente, anche attraverso alcuni video sui social, e denuncia gli “assembramenti”, disperdendoli in prima persona. Alcuni suoi video sono diventati davvero virali.

De Caro vuole tenere a bada i furbetti che vorrebbero approfittare dei primi sintomi della crisi economica legata al Covid-19. Dopo le lacrime versate durante un giro nella città deserta e i sonori rimproveri ai suo concittadini tranquillamente assiepati nei giardini pubblici, Decaro è andato in un supermercato per denunciare le offerte sleali di buoni sconto da sfruttare esclusivamente in alcuni giorni della quarantena. In un mercato rionale ha richiamato gli astanti al rispetto delle norme per difendere il lavoro dei vigili urbani che stavano tentando di mantenere l’ordine, spesso poco riconosciuto dai cittadini e dagli stessi lavoratori.

Il sindaco di Bari e gli altri primi cittadino d’Italia sono davvero, come li ha definiti il presidente Conte in conferenza stampa, le “sentinelle dei territori”. In quell’occasione, Decaro, in veste di presidente dell’Anci, ha annunciato la misura dei 400 milioni di euro che serviranno per dare assistenza, soprattutto in generi alimentari, alle famiglie in estrema difficoltà. A Bari, per esempio, la rete del Welfare, con le associazioni e le parrocchie, è in costante attività grazie a 700 volontari che raccolgono pasta, olio, biscotti per distribuirlo tra le famiglie, e grazie al servizio di sostegno psicologico e d’ascolto che si avvale di numerose linee telefoniche con operatori che rispondono a più di 500 chiamate giornaliere. Il Comune ha preso in carico anche la cura di due fratelli adolescenti, obbligati a stare in casa senza i loro genitori che sono stati contagiati dal coronavirus e, quindi ricoverati.

L’emergenza è totale e numerosi sono i bisogni, soprattutto per la mancanza di sufficienti dispositivi di protezione individuale, nonostante il Governo abbia annunciato l’arrivo di mascherine in grandi quantità. Il sistema sanitario pugliese in generale sta comunque reggendo, ma tute e mascherine incominciano a scarseggiare e questo crea preoccupazione tra i medici e il personale sanitario. Per ovviare a questa mancanza, molte aziende del territorio stanno donando centinaia di mascherine. Il rettore del Politecnico di Bari Francesco Cupertino è promotore di un progetto che aiuta le imprese a riconvertire la produzione in supporti di difesa sanitaria, grazie alla disponibilità di 165 imprenditori pugliesi. 200 mascherine sono state donate all’ospedale pediatrico Giovanni XXIII  di Bari da un ragazzo disoccupato agli arresti domiciliari, esortato dalla figlia di 6 anni che andando in ospedale per medicare una ferita ha notato il personale medico sprovvisto di dispositivi di protezione. È proprio vero che la carità è alla portata di tutti. A volte anche un virus può far uscire il meglio di noi.

 

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