Coronavirus, le storie di Città Nuova

Un evento in diretta Facebook sulle pagine di Città Nuova ha raccontato alcune delle numerose storie che compaiono sulla nostra rivista e sul nostro sito. Per la nascita di una società diversa. Il filmato.

Il tempo della pandemia da coronavirus aguzza l’ingegno e tramite i Social si possono sperimentare forme di comunicazione poco praticate. L’evento Le storie di Città Nuova in diretta Facebook ha raggiunto 9 mila persone in tutta Italia ma con commenti giunti anche dal Cile, dall’Argentina, ecc…

Tra i numerosi commenti postati leggiamo: «Grazie per questo momento di speranza». «Per aver dato significato alla morte». «State parlando di dolori e ci donate la gioia».

Le storie sono state scelte cercando di rappresentare più categorie: i giovani, una famiglia, un imprenditore, un anziano e più regioni d’Italia: il Trentino Alto-Adige, la Lombardia, l’Emilia- Romagna e la Campania per fornire un ventaglio ampio per potersi identificare con gli stati d’animo e i luoghi.

Maria Pia Viola, in bici per le vie di Napoli
Maria Pia Viola, in bici per le vie di Napoli

Le storie narrate sono di Maria Pia Viola, una giovane 27enne di Napoli, piena di freschezza e di donazione per gli altri. Ha speso il tempo della pandemia in giro in bicicletta per la sua città per aiutare i più fragili e soli. Piero e Michela Acler di Trento hanno visto ammalarsi di coronavirus 10 membri della famiglia su 14: tutti guariti. Giovanni Arletti di Carpi in provincia di Modena, presidente della Chimar S.p.a. specializzata nella produzione di imballaggi industriali e servizi di logistica integrata, sviluppa complessivamente un fatturato di 60 milioni di euro occupando 550 persone. Nonostante anni difficili in passato e la pandemia odierna la Chimar ha sempre garantito ai suoi dipendenti il posto di lavoro senza mai ricorrere alla cassa integrazione o a riduzioni di orario. Egizio Zoni di Manerbio in provincia di Brescia ha trascorso ben 40 giorni in ospedale per il contagio da coronavirus.

La famiglia Acler di Trento
La famiglia Acler di Trento

Tutte le storie sono dense di significato, amore per gli altri, fede. Il commento dello psicologo e psicoterapeuta Ezio Aceti ha letto le storie particolari dei protagonisti fornendo una lettura più universale, valida per tutti, entrando nell’attualità di questi mesi con un orizzonte di senso e di speranza nel poter ricominciare in modo nuovo.

La citazione finale, tratta da un discorso del vescovo di Pinerolo, Olivero Delrio, anch’egli in pericolo di vita e ricoverato in ospedale per coronavirus e guarito, ha fornito la chiave di interpretazione finale. Ecco una breve sintesi.

«Questo tempo parla, ci parla. Questo tempo urla. Ci suggerisce di cambiare. La società che ci sta alle spalle non era la “migliore delle società possibili”. Tutti eravamo ormai persuasi di essere “pensabili a prescindere dalle nostre relazioni”. In questo isolamento ci siamo resi conto che le relazioni ci mancano come l’aria. Perché le relazioni sono vitali, non secondarie. Noi siamo le relazioni che costruiamo. Ciò significa riscoprire la “comunità”. Gli altri, la società sono una fortuna e noi ne siamo parte viva. Il mio paesino, il mio quartiere, la mai città sono la mia comunità: sono importanti come l’aria che respiro e devo sentirmi partecipe. L’abbiamo scoperto, ora proviamo a viverlo. Non è una parentesi, ma una nascita. La nascita di una società diversa. Non sprechiamo quest’occasione! Una società che riscopre la comunità degli umani, l’essenzialità, il dono, la fiducia reciproca, il rispetto della terra».

Speriamo che le tante storie che trovate sia nel sito che nella rivista Città Nuova possano essere fonte di ispirazione per illuminare i vostri passi anche al tempo della pandemia da coronavirus.


 

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